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La bolla speculativa? La spiegano i videogiocatori. Il caso Fifa 15

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Non molti anni fa Edward Castronova, docente di telecomunicazioni alla Indiana University,  svelò un vero e proprio mondo alla ricerca: quello dove si intrecciano videogiochi on-line ed economia. Nella doppia accezione: quella che rivelava l'importanza economica dei videogiochi (con titoli che oggi superano i 350 milioni di euro di budget a gioco alimentando una economia complessa, innovativa e ramificata) e quella che rivelava come i videogiochi fossero uno straordinario laboratorio comportamentale in economia. Generando una produzione di valore che finiva per toccare il mondo economico tout court.  

Nessuno, tra coloro che anche distrattamente conoscono le economie digitali, si può stupire infatti di un fenomeno come i bitcoin quando, pochi anni prima della esplosione della moneta digitale, i giocatori si scambiavano prodotti per giocare, in ambienti virtuali, anche diverse centinaia quando non migliaia di dollari al singolo pezzo. Il lavori di Castronova, che spiegano come si evolvono le economie dei videogiochi paragoandole a quelle del più vasto molto offline,  servono come strumento di simulazione per quanto accade nella finanza e persino nelle evoluzioni del concetto di legge ( si veda il recentissimo  Financial Crime and Gambling in a Virtual World di Chamber-Jones e Hillman). 
Si capisce quindi come il caso Fifa 15, il più popolare videogioco sullo sport più popolare ovvero il calcio, possa rivelarsi una interessante simulazione. In molti casi ma qui ci concentriamo su uno. Quello di Fifa Ultimate Team, una delle modalità online del gioco della EA sports che consente di acquistare calciatori come se si fosse sul mercato reale. La popolarità di questa modalità è così elevata da generare una doppio speculazione: sia applicata sui crediti, moneta interna al gioco, necessari per comprare i giocatori sia applicata alla moneta reale usata, alla fine, per favorire la speculazione sui crediti. 
Si è andata, creando così una doppia speculazione, tra crediti e moneta reale, che non ha niente a che invidiare a quanto accade in borsa. Non solo, i calciatori investiti nella speculazione si sono sempre più sganciati dal loro valore reale: come accade nel calciomercato vero. In quest'ultimo caso con i procuratori, e le agenzie di intermediazione, a speculare con gli stessi mezzi, e spesso gli stessi attori, degli hedge fund. Con Jorge Mendes, procuratore star di Cristiano Ronaldo e Mourinho, che sta subendo una inchiesta per conflitto di interessi proprio come accade ai broker. 
Nel mondo digitale EA Sports ha deciso quindi di calmierare il mercato dei crediti per acquisto di calciatori all'interno della modalità on line detta Fifa Ultimate TeamCon diversi gradi i gradi di giudizio applicati contro gli speculatori (con un livello di avvertimento e tre di sanzione) e con una politica  di intervento piuttosto draconiana.  Il caso ha voluto che, per frenare la speculazione del calciomercato reale, sia partita una inchiesta delle autorità calcistiche (non digitali) su Jorge Mendes, procuratore star di Cristiano Ronaldo e Mourinho, per verificare l'esistenza di per conflitto di interessi proprio come accade ai broker.
Come diceva un antico broker americano, sopravvissuto al crack del '29: "la speculazione è vecchia come le colline". Basta, aggiungiamo noi, saper intervenire per spianarle in tempo. Prima che accadano i danni veri. Citiamo  così da http:pallonate.com

"Oggi ci concentriamo su FUT, ovvero Fifa Ultimate Team, la modalità di gioco online che permette di costruire squadre e sfidare giocatori da tutto il mondo. La novità più importante in FIFA 15 riguarda la durissima presa di posizione di EA Sports contro i coin-seller,  ovvero contro coloro che vendono i crediti spendibili su FUT per acquistare giocatori. Questa è una pratica vietata dal regolamento del gioco ma estremamente comune, che si porta avanti quotidianamente attraverso decine di piattaforme dedicate alla compravendita.

Da quest’anno, EA Sports ha deciso di non voler più chiudere un occhio e di punire severamente i coin-seller: si va da un semplice ammonimento nei confronti di chi promuove la vendita di crediti, fino al ban permanente da tutti i giochi EA per chi viene sorpreso “in flagranza di reato”.

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Linea durissima di EA contro i coin-seller in FIFA 15

Questo aspetto può sembrare secondario ma non lo è perchè le ripercussioni saranno pesantissime soprattutto per gli stessi giocatori. Vi siete mai chiesti, infatti, come fosse possibile che Ibrahimovic TOTS (la carta blu che viene rilasciata ai migliori 11 calciatori selezionati dalla FIFA in occasione della cerimonia del Pallone d’Oro) costasse 15 milioni di crediti sul network PlayStation? Questa cifra è determinata solo in piccolissima parte dal valore del giocatore (probabilmente il più forte attaccante del gioco) mentre sono proprio i coin-seller a “deciderne il prezzo”: finchè saranno venduti crediti, ci sarà gente disposta a comprarne 15 milioni per avere Ibra.

In questo modo il mercato non si pone limiti e anzi diventa ancora più fuori controllo, con gruppi di utenti che uniscono le forze (e i crediti) per fare price-fixing (comprare tutte le carte di un giocatore e decidere loro che prezzo devono avere), altri che spendono centinaia di euro per acquistare i migliori player attraverso i coin-seller e la stragrande maggioranza di chi gioca a FUT che invece non capisce quello che sta succedendo e non potrà mai gareggiare lealmente sul mercato.

Ma se i coin-seller non ci fossero più? Allora nessuno (e sottolineiamo: nessuno) sarebbe in grado di accumulare 15 milioni di crediti per comprare Ibrahimovic TOTS. La conseguenza diretta sarebbe un drastico calo nel prezzo del giocatore, fino a una cifra accettabile. Parliamo probabilmente di poco più di un milione di crediti, un sogno per qualsiasi giocatore di Ultimate Team.

Uno screenshot del nuovo FIFA 15

Tralasciando il caso di Ibrahimovic TOTS, se la compravendita di crediti fosse cancellata da Fifa 15 ci sarebbero molti giocatori ora irraggiungibili a prezzi inferiori anche del 90%: parliamo dei vari Cristiano Ronaldo, Messi, Robben, Ribery e tutti quei top player che restano un sogno proibito per la maggior parte degli utenti a causa del prezzo elevatissimo. Ve lo immaginate un Robben o un Bale a 100.000 crediti? Questa idea potrebbe concretizzarsi in FIFA 15.

Ci si rende dunque conto che FIFA 15 potrebbe rappresentare una svolta incredibile per quanto riguarda il mercato virtuale dei calciatori."

Insomma, è avvenuto un vero e proprio atto rooseveltiano da parte della EA Sports, una multinazionale canadese, per calmierare la speculazione finanziaria presente nel proprio gioco, usato da decine milioni di giocatori.. Ancora una volta il mondo dei videogiochi si comporta da simulazione di altri mondi: spiegando i modi della crescita della speculazione e le necessità di intervento. Potremmo qui intervenire con chiavi di lettura più complesse, fenomeni di hackeraggio o di autogestioni di server per FIFA 15 ad esempio, ma oggi è già importante realizzare che gli ambienti di videogiocatori altro non sono che importanti strumenti di simulazione, e di accelerazione, di comportamenti che avvengono piu' lentamente e più su vasta scala. In questo caso  Fifa serve a spiegare la velocità e la pervasività con la quale prendono piede le pratiche speculative quando si lascia fare al mercato. Rischiando di soffocare il gioco. In tutti i sensi.

redazione

3 ottobre 2014

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