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Sanatoria: dietrofront provocatorio del ministero

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immigrati_brescia_gruIl Ministero dell’Interno ha sospeso con una circolare di ieri sera la precedente circolare del 24-05-2011 che dava indicazione alle Prefetture per avviare il riesame delle pratiche rigettate e il rilascio dei permessi di soggiorno ai migranti che erano stati esclusi dalla regolarizzazione perche’ avevano una condanna per inottemperanza del foglio di espulsione. Nella circolare si invitano le Prefetture a considerare temporaneamente sospese le indicazioni precedenti ” in relazione alla necessita’ di effettuare ulteriori e piu’ approfondite valutazioni sull’argomento, per corrispondere compiutamente ai numerosi quesitiinterpretativi relativi alla richiamata circolare. Si fa riserva di fornire, a breve, definitivi chiarimenti.”

Qualsiasi sia la motivazione di questo dietro-front, stato confusionale o deliberata scelta politica, si  tratta di una provocazione che dimostra la mancanza di rispetto e il disprezzo nei confronti della vita, delle aspirazioni e delle sofferenze di decine di migliaia di migranti. Questa sera a Brescia primo appuntamento per valutare la situazione e per decidere quali risposte dare, alle ore 19,30 in via Battaglie alle ore 19,30.

Ascolta le considerazioni di Felice Mometti, del presidio sopra e sotto la gru.

Ascolta l’intervento dell’avvocato Manlio Vicini, legale dell’Associazione Diritti per Tutti.

Ascolta l’intervista a Damiano Galletti, segretario generale della camera del lavoro di Brescia.

Ascolta il commento di Edda del coordinamento immigrati Milano

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Brescia, la lotta dei migranti segna l'ennesima vittoria

La lotta continua a pagare.  Le mobilitazioni contro la del 2009 e in favore dei permessi di soggiorno, come quella della e del duomo di , hanno portato finalmente i frutti sperati. Con una circolare redatta ieri, il Ministero dell’Interno ha dato indicazione agli Sportelli Unici degli enti locali di “agire in autotutela”, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha ritenuto non ostativa, per il rilascio dei permessi di soggiorno, la condanna per il reato di clandestinità.

In pratica, il Viminale è stato costretto a rimangiarsi mesi di angherie e soprusi ordinando di rivedere i rigetti dei permessi di soggiorno adottati per inottemperanza al decreto di espulsione, per evitare che gli enti pubblici vengano condannati a risarcire i che faranno ricorso dopo la decisione del Consiglio di Stato. Gli Sportelli Unici dovranno dunque riaprire i procedimenti non ancora giunti a conclusione, anche nel caso in cui il rigetto sia già arrivato, ma il richiedente abbia fatto ricorso, oppure quando non siano ancora scaduti i termini di tempo per l’impugnazione del rigetto stesso. Se invece la procedura di negazione è già definitiva, l’istruttoria potrà essere riaperta caso per caso, su iniziativa del migrante che ha richiesto il permesso.  Di seguito le registrazioni degli interventi che si sono tenuti davanti ai giornalisti nella partecipatissima conferenza stampa di oggi.

Le considerazioni iniziali di Umberto, dell’associazione Diritti per Tutti.

Manlio Vicini, legale dell’associazione Diritti per Tutti illustra il contenuto della circolare.

Driss, del coordinamento immigrati della Cgil.

L’intervento di Aroon, uno dei protagonisti della lotta sulla gru.

Ascolta anche Jimi, anche lui uno dei protagonisti della lotta sulla gru, e Makam Ba della comunita’ senegalese di Brescia.

Infine ancora l’avvocato Manlio Vicini, legale dell’associazione Diritti per Tutti, che risponde alla domanda di una giornalista.

tratto da http://www.radiondadurto.org

28 maggio 2011

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Con la lotta si vince.

Dopo otto mesi di lotta, dal presidio davanti agli uffici della Prefettura in settembre all'occupazione della gru per 17 giorni fino al recente presidio di quattro giorni sul sagrato del Duomo di Brescia, e le due sentenze del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia Europea, il Governo e il Ministero dell'Interno sono stati costretti a diramare una circolare che riconosce i diritti dei migranti che avevano fatto domanda di sanatoria nel 2009. La condanna per non aver obbedito all'espulsione non è ostativa per l'ottenimento del permesso di soggiorno.

Sono stati mesi molto duri e difficili in cui ci siamo scontrati con il razzismo istituzionale dell'amministrazione comunale e della Prefettura, con politiche securitarie che vedono i migranti come un problema di ordine pubblico, con la repressione e le espulsioni dei migranti che in prima persona hanno portato avanti la lotta. Sono stati però anche mesi che hanno insegnato molto. Dalla solidarietà tra migranti, tra antirazzisti e migranti, tra migranti e una parte significativa della città, alla necessità dell'autorganizzazione dei migranti, del conflitto sociale per affermare i propri diritti. La determinazione dei migranti è stato un esempio per tutti coloro, nativi e migranti, che sono costretti a subire discriminazioni, tagli dello stato sociale, peggioramento delle condizioni di reddito e di vita.

Oggi possiamo dire che con la lotta si vince, un passo importante è stato fatto ma non ci fermeremo.

Se i migranti che sono stati condannati per la cosiddetta clandestinità avranno il permesso di soggiorno, ci sono ancora purtroppo migliaia di migranti che sono stati truffati da imprenditori senza scrupoli che stanno aspettando il permesso di soggiorno. Questa è l'ennesima dimostrazione che la legge Bossi-Fini, con il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, produce solo clandestinità, precarietà e sfruttamento.

Per noi questa vittoria è solo una tappa, la lotta dei migranti e degli antirazzisti contro il razzismo istituzionale continuerà.

Brescia 26 maggio 2011

Presidio sopra e sotto la gru

Associazione Diritti per Tutti

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