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Calais e Ventimiglia: blocchi, sgomberi e cariche

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Calais: migranti forzano il blocco all'Eurotunnel. Scontri e arresti

eurotunnel scontritratto da http://www.infoaut.org

Non si fermano le proteste dei migranti nell'accampamento presso Calais. Nella notte di sabato 3 ottobre, circa duecento migranti, soprattutto eritrei e sudanesi, hanno sfondato le recinzioni intorno al terminal Eurotunnel riuscendo a percorrere qualche chilometro prima di essere respinti dai gendarmi francesi in presidio permanente nella zona. Due agenti di polizia vengono feriti durante gli scontri con i migranti, cancellati i treni fra Folkestone e Calais. Contemporaneamente altre centinaia di migranti provavano a salire sui rimorchi dei camion che transitavano all'interno del tunnel. Un centinaio gli arresti effettuati dalla polizia durante l'invasione del tunnel.

Questo nuovo tentativo di oltrepassare il confine francese dopo la tredicesima vittima, un eritreo di vent'anni morto mercoledì scorso, riporta l'attenzione sull'accampamento vicino a Calais, ribattezzato "la jungla", dove circa tremila persone sono ammassate in tende improvvisate, affamate e senza diritti. Il governo britannico da parte sua cerca di arginare i continui tentativi dei migranti che vogliono attraversare la frontiera francese, fornendo al sindaco di Calais un numero maggiore di agenti di polizia e chilometri di filo spinato.

Le politiche liberticide della Fortezza Europa vengono continuamente attaccate dalla volontà dei migranti di poter esercitare il loro diritto alla libera circolazione, continuamente respinto dalle politiche dei muri e del filo spinato messe in atto dai governi europei. Un tentativo che però non riesce a contenere la rabbia e la determinazione di centinaia di persone che quotidianamente cercano di strappare qualche metro di libertà e dignità.

4 ottobre 2015

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Ventimiglia, corteo bloccato e violente cariche sui #NoBorders

ventimiglia corteotratto da http://www.infoaut.org

Centinaia di persone hanno risposto oggi pomeriggio alla chiamata alla mobilitazione lanciata negli ultimi giorni dal presidio No Borders di Ventimiglia, sgomberato all'alba di mercoledì. Un appello a proseguire la battaglia per la libertà di movimento e contro ogni confine iniziata tre mesi fa, per dimostrare che ruspe e manganelli non hanno cancellato la forza della solidarietà e di una lotta comune costruite con l'esperienza del presidio al confine italo-francese.

Da subito è stato chiaro il clima di intimidazione costruito da Questura e amministrazione cittadina per tentare di scoraggiare la partecipazione al corteo del pomeriggio: fin dalla mattina sono iniziati controlli, identificazioni sui treni e posti di blocco nei confronti di quanti stavano raggiungendo Ventimiglia da molte città italiane. Lo scenario che si è venuto a creare poche ore dopo non ha fatto che confermarlo: il piazzale della stazione - luogo prefissato per la partenza della manifestazione - era stato completamente blindato e militarizzato, con celerini e mezzi schierati su ogni lato per impedire fisicamente alle centinaia di migranti e solidali di poter partire in corteo. Una provocazione gravissima e senza precedenti che ha di fatto impedito per tutto il pomeriggio la libertà di manifestare per le vie di Ventimiglia, relegando la protesta al piazzale di partenza. Non solo: la polizia ha anche impedito a un gruppo di migranti che aveva trascorso la notte in un centro d'accoglienza della Croce Rossa adiacente alla stazione di poter uscire dal centro e di unirsi alla manifestazione, minacciandoli di identificazione. Il presidio nel piazzale ha sostato a lungo all'ingresso del centro per sostenere le rivendicazioni dei migranti desiderosi di unirsi alla protesta e per tutto il pomeriggio si sono alternati interventi, musica e cori contro il vergognoso blocco attuato dalle forze dell'ordine.

Insomma, la risposta delle istituzioni a chi chiedeva libertà è stato l'ennesimo sbarramento, un'altra frontiera.

altNella prima serata, mentre già una parte dei manifestanti aveva lasciato la piazza, i rimanenti hanno iniziato ad organizzarsi per rimanere nel piazzale della stazione, montando alcune tende e ricreando un piccolo presidio.

Mentre era in corso un'assemblea per decidere i prossimi passi della mobilitazione, la polizia è intervenuta all'improvviso per rimuovere il presidio, caricando a freddo e violentemente i manifestanti che erano rimasti nella piazza. Le cariche si sono poi trasformate in un inseguimento per le vie di Ventimiglia, con una vera e propria caccia all'uomo e manganellate alle spalle.

Al momento risultano almeno due manifestanti feriti, mentre un terzo è stato fermato e gli è stato dato il foglio di via da Ventimiglia, sulla scia di quanto già accaduto nei confronti di molti altri solidali del presidio negli ultimi mesi.

4 ottobre 2015

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