Friday, Jul 10th

Last update:03:43:25 PM GMT

You are here:

Che succede a Brescia? Dalle multe etniche alle multe di classe

E-mail
Valutazione attuale: / 6
ScarsoOttimo 

repressione.jpgLa giunta destro-centrica e filo-leghista eletta nelle ultime comunali sta mettendo a soqquadro la vita sociale di ampie quote di popolazione bresciana applicando - grazie anche agli ampi margini di manovra concessi dal Pacchetto Sicurezza - tutte le peggiori disposizioni in materia di Pubblica Sicurezza: dal divieto a sedersi sulle panchine pubbliche al divieto di bere birra per strada fino al divieto di giocare a cricket nei parchi (sport amatissimo dai pakistani).
Manco a dirlo, la maggior parte di queste "leggi cittadine" sembrano proprio studiate a tavolino per colpire i quartieri e i luoghi a più alta densità migrante.

La scorsa settimana i pretoriani municipali del vicesindaco leghista Fabio Rolfi hanno colpito, Giuseppe e Dean, due operai residenti a Brescia e nell'hinterland. Sabato 12 settembre, dopo sei di ore di lavoro straordinario, i due hanno deciso di fermarsi in una pizzeria di via Milano gestita da cittadini di origine indiana. Durante la cena gli operai sono usciti un attimo per fumare una sigaretta nel marciapiede antistante, portando con sè la birra che stavano bevendo. Due vigili in bicicletta sono piombati su di loro e li hanno multati di ben 130 euro per effetto del tristemente noto regolamento di polizia urbana, voluto dalla maggioranza destro-leghista con il supporto di gran parte della (cosiddetta) opposizione consiliare. Dopo la multa Dean, cittadino di origine croata regolare in Italia, è stato addirittura portato al Comando di Polizia Locale di via Donegani perchè aveva con sè solamente la carta d'identità e non il passaporto. Solo l'intervento di Giuseppe, che si è recato a casa sua per recuperare il documento, gli ha evitato due notti in cella.

Ieri una nuova multa arbitraria comminata dalla polizia locale, questa volta a due operai sulla base del nuovo regolamento di polzia urbana. 130 euro di multa per aver bevuto una bottiglia di birra. Dalle discriminazioni etniche a quelle di classe. Bere una birra non si può se lo si fa comprandola da negozi gestiti da migranti e portando pochi soldi nelle casse dei locali chic del centro. Una pratica in fondo non così rara, ripetuta in molte metropoli italiane, declinazione sul sociale della 'guerra ai poveri' e alle loro possibilità di relax e socializzazione.

A Brescia, per la prossima settimana, si prepara una manifestazione pubblica per la rottura di questi divieti liberticidi.

tratto da www.infoaut.org

22 settembre 2009

 

AddThis Social Bookmark Button

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy..

Accetto cookies da questo sito