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Dentro al campo profughi di Manduria. Report quotidiani

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Lo  scenario che si presenta a Manduria , nel campo profughi,  è quello di uno schieramento di macchine della polizia, camionette e poliziotti a cavallo ( per poter prendere più facilmente i migranti in fuga ). Uno schieramento che non può che provocare un insito terrore nelle menti delle persone, come se fra quelle mura e quel filo spinato si nascondessero i peggiori criminali del mondo, controllati dall’esterno dalle nostre forze dell’ordine, pronte a salvaguardare la cittadinanza da quel  mostro, definito “extra comunitario o immigrato”. Un profondo contro senso, perché in questa contorta Italia, che protegge politici corrotti e mafia, si controllano persone, che non hanno nessun tipo di pericolosità, che scappano dalle loro terre per avere una seconda vita, per poter trovare un luogo dove si respiri libertà e non oppressione di un regime di tipo dittatoriale.

I ragazzi del campo profughi , appena scendiamo dalla macchina, si avvicinano subito a noi, si presentano, sorridono tutti quanti, hanno voglia di comunicare, di parlare di condividere ciò che stanno vivendo giorno per giorno dentro a questo lager. Offriamo a loro sigarette, cibo e vino, ma non siamo gli unici. Tutte ,o quasi, le persone che vivono nei paesi intorno a Manduria, portano ai ragazzi del campo profughi ogni tipologia di cibo, bevande, vestiario, offrendo loro la più completa disponibilità per qualsiasi tipo di favore da quello economico a quello di tipo comunicativo, per poterli mettere in contatto, con i loro cari tramite internet o tramite vie telefoniche. Vi è perfino un panificio, che per questi ragazzi, ha ridotto il prezzo di pane, schiacciata, pizza…rispetto al costo normale.  Fortunatamente, nonostante le mosse messe in campo da  questo governo di terrore verso i migranti, le persone del luogo si dimostrano molto accoglienti verso i ragazzi, e cercano in tutti i modi di poterli aiutare.

Un ragazzo, Mohammed, ci parla brevemente della loro situazione. Ci racconta delle sue aspettative, prima di partire dalla Tunisia, che nutriva verso l’Italia, aspettative puntualmente deluse. La permanenza nel campo non è semplice , ma al limite dell’immaginabile.

Sono costretti a dormire dentro a delle tende, in nove persone, dove è raro trovare dei materassi su cui poter sdraiarsi, e dunque,  costretti a riposare per terra, tra umido,acqua e sporco.  Nei loro bagni non vi è acqua, anche se sono muniti di finiti rubinetti, e l’unico modo con cui possono lavarsi è tramite le docce, che sono dotate solo ed esclusivamente di acqua gelida. Mohammed, mi dice che da quando è qua, soffre di tosse e raffreddore cronico, difficile da poter superare, vivendo in condizioni simili…in condizioni che neanche un animale da macello è costretto a dover superare.

Il cibo è molto scarso, e per poterlo prendere, come per fare qualunque altra cosa (dalla doccia all’accesso dei wc) , devono affrontare file chilometriche di persone. Basti immaginare, che all’interno del campo vi sono 2.500 persone, per poter capire quanto può essere impossibile compiere un gesto, anche quello che a noi risulta il più comune, come quello di mangiare un piatto di pasta.

La comunicazione, inoltre, all’interno del campo tra forze dell’ordine e immigrati, è inesistente. I ragazzi non  si fidano della polizia. Come mi dice Mohammed, ci sono stati molteplici episodi , nei quali, la polizia ha picchiato e maltrattato i ragazzi del campo. Sia quando volevano scappare,dove  sono stati picchiati dalla polizia che li ha rincorsi a cavallo, sia quando noi eravamo proprio fuori dal campo profughi, dove un ragazzo, dopo aver fatto una lunghissima fila per prendere la sua dose di cibo, è stato spintonato dalle forze dell’ordine svariate volte. E questo ultimo particolare ci è stato riportato proprio da un altro ragazzo del campo, che ha assistito a tutta la scena.

Mohammed ci dice, che la loro domanda più frequente è : “Perché ci fanno questo?! Perché ci trattano così?! Noi non siamo animali “

Infatti questi ragazzi non sono animali, ne  tanto meno degli assassini o dei terroristi, sono persone, normali … che vengono costrette a sopravvivere in lager e sotto una mentalità fascista, esercitata dalle forze dell’ordine italiane, nonché esercitata dallo Stato italiano.

Questo è stato soltanto il primo giorno che io sono arrivata al campo, e questi ragazzi mi hanno subito comunicato la loro voglia di far sapere che cosa accade dietro quel filo spinato e che cosa sono costretti a subire giornalmente, senza far sì che le atrocità delle forze dell’ordine, restino rinchiuse dentro a quelle tende, in mezzo a quelle file e scolpite sui quei corpi... ma provando a urlare a tutte le persone una parola sola “LIBERTà!” .

NESSUN UOMO è ILLEGALE !!!!

per Senza Soste, Irene C.

16 aprile 2011

***

Secondo report

Proteste all’interno del campo di Manduria

All’interno del campo profughi di Manduria, oggi, sabato 16 aprile, si è respirata un ‘aria molto più pesante  rispetto a ieri, infatti, alle ore 20:30 del giorno precedente,  vi è stata un’ altra vittima del campo profughi. Un uomo di 51 anni, mentre stava camminando sul ciglio della strada, è stato travolto da un auto, ed è morto sul colpo.

Questa rappresenta la terza vittima per colpa della velocità delle macchine che sfrecciano  su questa strada, la quale divide il campo profughi dall’immensa campagna.

Una colpa non attribuibile soltanto alla velocità delle macchine,o alla accidentalità, come ci dichiarano i cittadini del paese,  ma anche dall’odio che alcune persone nutrono verso i migranti.

Intanto i giornali del luogo riportano due versioni diverse dell’accaduto, il primo “il quotidiano di Puglia” scrive che la donna al volante non ha proprio visto i ragazzi sulla strada, l’altro “la gazzetta del Mezzo Giorno” riporta una versione diversa, ovvero, che la donna non ha fatto in tempo a frenare, perché i ragazzi dal ciglio della strada, si sono spostati troppo velocemente al  centro della corsia. Insomma due versioni che non danno una reale versione dei fatti, in quanto non combaciano nel loro accaduto.

Una domanda, di fronte a tutto questo, sorge spontanea:  perché le autorità, non hanno messo neanche una pattuglia sulla strada, quando d’avanti e dentro il centro profughi vi sono ventine di macchine, camionette (e perfino cavalli) della polizia e dei carabinieri? Perché si preoccupano tanto di sorvegliare questi ragazzi, quando a pochi metri di distanza, altre persone, italiane, uccidono o feriscono dei ragazzi, di fronte agi occhi impassibili di tutti?

A queste domande, non occorre trovare complicate risposte, basta riflettere  su dove, il nostro governo ha situato i ragazzi, ovvero dentro a veri e propri lager, e con quale “accoglienza” ha deciso di accompagnare la loro permanenza in Italia, ovvero con quella del terrore e della polizia.

Un ragazzo del campo, Mohammed, (il più disponibile  a raccontare che cosa accade dietro a quelle mura), ci ha dichiarato che la polizia, nelle prime ore del mattino, l’ha rintracciato sia  per poter svolgere l’identificazione del corpo, attraverso una fotografia,  sia per poter comunicare alla famiglia del defunto, la perdita del proprio caro. Costringendolo così, a sopportare un triplo dolore.

Durante questa triste mattinata, i ragazzi del campo profughi, di Santa Maria Capovetere, si sono messi telefonicamente  in contatto con noi, per poterci comunicare l’arrivo di 130 permessi di soggiorno, subito distribuiti all’interno del campo.  Ma  a Manduria , la polizia, ritarda nelle distribuzione dei permessi.

Mohammed, ci racconta che una mediatrice del campo, gli ha confidato che i permessi sono già arrivati, ma che la polizia ha deciso di non spartirli fra i ragazzi, almeno fino a lunedì.

Per questa motivazione, alle ore 02:00, del mattino di sabato, nel campo si è manifestata una lunga protesta, in cui i ragazzi urlavano soltanto  una frase “VOGLIAMO I PERMESSI !”

Mohammed, non capisce le motivazioni di questo comportamento da parte della polizia, pensa soltanto che l’unico fine sia quello di innescare una rivolta all’interno del campo, soprattutto perché nella prima mattinata sono state aggiunte nuove reti e nuovi fili spinati al campo profughi.

Nuovamente parliamo con altri ragazzi, rinchiusi nel campo, domandandogli  se la polizia li ha mai informati dei loro diritti, dei loro permessi, di dove si trovavano soltanto geograficamente, ma l’unica risposa è che la polizia non li ha mai informati di niente, tanto che nei primi giorni, quando alcuni ragazzi tentavano di scappare dal campo,alcuni di loro arrivarono a piedi fino a Bari, credendo di essere arrivati a Bologna. Dunque si può notare la più totale disinformazione dei ragazzi, sia di dove si trovano sia dei loro diritti.

Le uniche informazioni, che sono riusciti ad avere, sono state quelle derivanti dai cittadini e dalle associazioni presenti nel luogo.

Il dialogo, soprattutto negli ultimi giorni, con le forze dell’ordine è inesistente, soprattutto perché non si fidano di quelle divise, e perché vogliono soltanto una cosa … i loro permessi di soggiorno.

Non tutti i ragazzi, che abbiamo intervistato o con cui abbiamo semplicemente parlato, ci raccontano apertamente di come la pensano sulle forze dell’ordine e sulla loro gestione del campo, perchè hanno molta paura di andare in contro a diversi tipi di ripercussioni, altri invece si fidano di chi gli intervista, e sono determinati a far sapere a tutte le persone , che cosa avviene in quei luoghi .

Una cosa è certa, i loro occhi e il loro tono di voce, ci comunica una profonda rabbia per ciò che sono costretti a subire,  e una profonda stanchezza, perché come ci dicono, si sentono presi in giro da questo governo e da questa polizia, che ogni giorno gli promettono  il rilascio del  proprio permesso di soggiorno, e ogni giorno, puntualmente, infrangono  questa promessa.

Tutti liberi !!!

Irene C.

17 aprile 2011

***

410 permessi rilasciati a Manduria, intanto la Francia blocca la frontiera

La momentanea libertà di ogni tunisino, scappato dalla propria terra, è nelle mani di governi che fra C.I.E. , tendopoli e blocchi di frontiera...sembrano contrastare in ogni modo, il loro arrivo e costringendoli a vivere tutto ciò che non è il sinonimo di libertà di movimento, di uguaglianza e di rispetto.

In molti campi per profughi d'Italia, il governo, sta rilasciando i permessi di soggiorno, sperando che gli immigrati si spostino verso altri paesi della comunità europea. Infatti, nelle loro parole, la Francia è quella citata nella maggior parte dei casi, la quale rappresenta, o rappresentava, il loro simbolo di libertà.

Mentre i governi, giocano a scacciare o a rifiutare i migranti, oggi a Manduria sono stati rilasciati 410 permessi di soggiorno, 120 nel primo pomeriggio, gli altri in tarda serata.

La polizia ha informato i ragazzi, che i permessi dovranno essere rilasciati entro venerdì, perchè il campo dovrà essere completamente libero.

Intanto i ragazzi attendono, sperando di ricevere il prima possibile il proprio permesso di soggiorno, per potersene andare in altre città d' Italia, come Milano o Bologna, sperando di trovare più facilmente lavoro ed una condizione di vita più accettabile.

Molti abitanti del posto, offrono ospitalità presso le proprie abitazioni ai migranti, fino a quando non avranno deciso dove andare con certezza, e cercando di farli vivere un' Italia non fascista.

Ma basta spostarsi al confine tra Italia e Francia, per trovare un altro rifiuto verso questi ragazzi.

Oggi, il governo francese , alle ore 12:00, ha ordinato il blocco di ogni treno diretto verso la Francia.

Alcuni gruppi in solidarietà ai migranti, come giovani provenienti da centri sociali,attivisti per i diritti umani e alcuni partiti e sindacati, hanno realizzato un il “terno della dignità”, accompagnato anche da molti pullman , arrivati al confine alle ore 12:30. il governo francese, strumentalizzando la presenza di quest'ultimi, ha schierato moltissima celere, impedendo in ogni caso di poter varcare il confine.

Questi ragazzi-e avevano organizzato pullman e treni, per pter accompagnare i migranti fino a Nizza e poi a Marsiglia, non volevano provocare disordini, come invece espresso dal governo francese, ma soltanto accompagnare i migranti verso le loro mete.

Le autorità francesi si sono anche giustificati, nella chiusura della ferrovia, proprio per la pericolosa presenza dei manifestanti, come se, insieme agli immigrati, rappresentassero i peggior male del mondo.

Verso le ore 19:00 i treni hanno ripreso a viaggiare, quando verso le 18:00 i manifestanti e la pulizia, hanno lasciato il luogo.

Questa mossa della Francia, ha creato comunque un caso diplomatico, in quanto è stata attaccata dal governo italiano, di aver violato i principi generali, sull'immigrazione, europei, ma la controparte specifica che non vi sono modifiche nella politica di immigrazione del governo, e che tutta quella celere e il blocco dei treni, è stato eseguito solo per la presenza dei manifestanti... insomma una vera e propria strumentalizzazione da parte del governo francese verso giovani ragazze e ragazzi, la cui presenza era dovuta solo al fatto di essere lì in solidarietà ai migranti, e un' indiscutibile mossa di razzismo e intolleranza versi i migranti stessi.

In questa caotica situazione in cui, diversi stati si dividono tra loro i migranti come fossero animali da bestiame, (esempio è la Romania che ne accetterà 200) , i veri protagonisti di tutta questa storia, che non volevano nient'altro che libertà, rispetto e umanità, in paesi in cui “regna la democrazia”, oggi si trovano a vivere situazioni molto simili a quelle che si potevano vivere al tempo del fascismo, senza molte differenze.

Irene C.

18 aprile 2011

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