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Emergenza Alemanno

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L'assurda morte a Roma di quattro bambini rom e le politiche emergenziali di Alemanno, basate sul razzismo e sui favori ai palazzinari

zingariL'assurda morte dei quattro bambini che abitavano nelle baracche di via Appia Nuova segna ancora una volta la cronaca della città di Roma. E l'unica cosa che sa fare il Primo Cittadino è scagliarsi contro la "burocrazia" e chiedere "poteri straordinari".
Ancora più straordinari? Più della nomina di un Commissario Straordinario all'Emergenza rom, nella persona del Prefetto Pecoraro che ha il potere di spendere 31 (31!) milioni di euro senza rendere conto a nessun organo di controllo o consiglio democraticamente eletto? Più di poter stracciare ogni Convenzione Internazionale, come quando, in questi due anni, ha deciso di "trasferire" decine di famiglie in pieno inverno? E poi vuole poteri per fare cosa? "La Sovraintendenza ci ha impedito di costruire un campo a 6 chilometri da qui". Quindi il tanto sbandierato Piano (?) Nomadi (?) prevede il salto di qualità dalle baracche in legno ai container in lamiera? Eppure 10 giorni fa parte delle 40 famiglie che un anno fa furono "trasferite" in un campeggio a 30 chilometri dal campo di Casilino 900 hanno provato a occupare uno stabile abbandonato per protestare contro le condizioni assurde in cui sono stati messi. La verità è che quello che il governo di questa città sta portando avanti certo non può essere definito un Piano, visto che non parte da un'analisi reale della situazione e non ha prospettive concrete. Ne si rivolge a ipotetici Nomadi, visto che stiamo parlando di residenti a Roma spesso da decenni, molti cittadini italiani o comunque comunitari, come i genitori dei bambini morti ieri, e chi non lo è ha nella stragrande maggioranza dei casi un regolare permesso di soggiorno.
Il Piano Nomadi non è nient'altro che un maldestro tentativo di mantenere le promesse di una campagna elettorale basata sul razzismo. Quello che si sta facendo coi 31 milioni di euro straordinari è semplicemente deportare centinaia di persone da una parte all'altra della città, in un macabro gioco delle carte fatto con persone in carne e ossa, ammassate in container da meno di 30 metri quadri, dentro recinti con guardiani armati all'entrata e lontani dagli occhi degli "Elettori". La realtà dei fatti è che questa città non ha un'"emergenza" rom, ma un'emergenza case che riguarda tutti i suoi abitanti: Ci sono più di 200.000 appartamenti sfitti, il costo di un metro quadro è alle stelle, gli affitti sono insostenibili per uno stipendio medio, figuriamoci per chi lavora a nero nell'edilizia, come molti abitanti dei campi, abusivi o attrezzati che siano.
Già, l'edilizia! Mentre quella popolare è praticamente ferma, quella privata va a gonfie vele! Mentre chi abita la città occupa stabili abbandonati, dorme in rifugi di fortuna, cresce nell'immondizia e muore tra le fiamme, il Governo della città discute solo di abbattere e ricostruire le Torri di Tor Bella Monaca, di fare altri affari con le Olimpiadi dopo il disastro degli appalti dei Mondiali di Nuoto, di "regalare" le caserme dismesse ai palazzinari già padroni di Roma. Il fatto è che l'unico Piano dell'amministrazione Alemanno, in continuità coi suoi predecessori, è di garantire i profitti degli imprenditori edili a scapito della città e dei suoi abitanti.

Antonio Ardolino

tratto da www.ilmegafonoquotidiano.it

8 febbraio 2011

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