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Lo sciopero c'è: migliaia in piazza in tutta Italia

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Diecimila in corteo a Brescia, ventimila a Napoli, e poi Milano, Torino, Roma. E in maggioranza migranti che lo sciopero lo hanno fatto davvero, come al mercato di Torino o nelle fabbriche del nord. A Roma, blitz degli studenti di Ateneinrivolta al ministero dell'Istruzione

immigrati_scioperoI dati sono arrivati un po' alla volta, uniformi e chiari da tutta Italia. La "giornata senza di noi", il primo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici migranti è stata un successo. Cortei, manifestazioni, azioni simboliche si sono svolte praticamente dappertutto. E migliaia e migliaia di migranti sono scesi in piazza ma, soprattutto, hanno realmente scioperato. In particolare nel Nord, nell'area compresa tra Brescia, Milano e il Nordest ma interessante è stato anche lo sciopero di Porta Palazzo a Torino, dove la stragrande maggioranza dei banchi gestiti dagli immigrati è rimasto chiuso. Si è avuto un sussulto, quindi, una risposta coordinata e, per la prima volta, non solo emotiva o "democratica" ma sociale e in grado di mettere in risalto la reale natura del lavoro migrante. Lavoro sottopagato, sfruttato, eppure così importante e utilizzato a piene mani da padroni e padroncini. Che si sia trattato di un successo lo dimostra l'adesione dell'ultimo momento del Pd con l'ex segretario Franceschini che si è affacciato alla manifestazione romana. E addirittura Renata Polverini, candidata per la destra alla presidenza del Lazio ha sentito il bisogno di solidarizzare con lo sciopero. Ci sarà il tempo per fare il conto reale delle iniziative e tirare un bilancio più completo. Ma ci sembra già chiaro che il 1 marzo 2010, nonostante le reticenze, le diserzioni - evidente l'assenza di gran parte della sinistra istituzionale tutta presa con la partita elettorale - alcuni veri e propri boicottaggi segnerà la qualità e le dinamiche del movimento dei-delle migranti in Italia.

La cronaca della giornata
«Scioperi in oltre 50 aziende, di cui la metà metalmeccaniche, in decine di cooperative di servizi, in tutti gli istituti professionali frequentati da studenti migranti di seconda generazione e negli uffici pubblici in cui lavoratori e lavoratrici italiani antirazzisti si sono astenuti dal lavoro». Questo il 1°marzo a Brescia secondo il Comitato Primo Marzo che ha promosso la giornata in città. Un corteo di 10 mila persone in grandissima maggioranza di migranti ha sfilato per le vie del centro storico. Lavoratori, studenti e famiglie migranti hanno parlato della loro condizione sociale e delle discriminazioni che sono costretti a subire. Crisi e razzismo : le due parole che hanno continuamente attraversato il corteo. «Oggi a Brescia - recita il comunicato del Comitato - in piazza della Loggia, come nella manifestazione di varie migliaia di migranti del 6 febbraio, c’era la consapevolezza che l’attacco ai diritti e alla libertà di circolazione dei migranti riguarda tutti. Nativi e migranti».
In ventimila, secondo gli organizzatori, le presenze stimate al corteo antirazzista di Napoli. Il corteo, partito da piazza Garibaldi, ha raggiunto piazza del Plebiscito dove, per l'intero pomeriggio si sono svolte esibizioni di musicisti e attori. Presenti tutte le comunità presenti sul territorio campano, dal Burkina Faso al Ghana, dalla Nigeria al Marocco, dal Bangladesh al Senegal.
In migliaia in piazza anche a Torino con una forte presenza migrante, la maggioranza visibile del corteo con donne e bambini. Il fatto politico più rilevante è stato lo sciopero che si è verificato al grande mercato di Porta Palazzo. L'80% dei venditori di frutta e verdura e il 60% degli ambulanti di abbigliamento non hanno aperto i loro banchi aderendo così allo sciopero. «Un fatto di grande rilievo che dà il segno alla giornata» ci dice con molta soddisfazione Franco Turigliatto, portavoce di Sinistra Critica, praticamente la sola organizzazione politica in piazza.
A Roma, il corteo si è mosso intorno alle 18 e ha visto in testa gli immigrati di Rosarno che dopo la caccia all'uomo subita in Calabria si sono rifugiati nella capitale.
Successo anche per la mobilitazione di stamattina a Milano. Il corteo ha visto infatti oltre 2000 persone con molti migranti, molti di più di quanti se ne aspettavamo i promotori. Tra i quali vanno notati l'Sdl, la Fiom, il Coordinamento anticrisi, fabbriche in lotta come la Maflow, e poi Sinistra critica e altri ancora.
Nel pomeriggio il Coordinamento per lo sciopero migrante ha emesso un primo comunicato per fare il punto sullo sciopero vero e proprio: "Da quanto sappiamo, fino a ora, oggi primo marzo 2010, l’impossibile
sciopero ha coinvolto oltre 50 aziende a Brescia, 4 a Bologna, 10 a Reggio Emilia, 7 a Parma, 3 a Suzzara nel basso mantonvano. Si tratta di fabbriche metalmeccaniche, cantieri edili, cooperative di servizi. Non ci sono solo numeri importanti, ma anche presenze rilevanti. Nei prossimi giorni aggiorneremo questo elenco, perché giungono notizie di fermate spontanee e di altri scioperi. Sarà necessario di analizzare con attenzione la composizione di questo sciopero, rendendo pubblici i nomi di tutte le aziende coinvolte. E non possiamo dimenticare le centinaia di migranti che individualmente stanno godendo della loro libertà di sciopero, anche se la loro Rsu non c’è o non ha dichiarato lo sciopero.
Intanto in mattinata, a Roma, gli studenti dei Colletivi e di Ateneinrivolta hanno realizzato un "blitz" al Ministero dell'Istruzione «per denunciare il "divieto d'accesso" che questo governo impone a studenti e studentesse stranieri (o nati in italia ma figli di migranti) alle scuole primarie, secondarie e all'istruzione superiore».
Oggetto della contestazione «il vergognoso decreto che impone un tetto del 30% di ragazzi stranieri negli istituti scolastici» e con esso «la follia razzista delle classi differenziali nelle scuole primarie». L'iniziativa di protesta si è svolta con un enorme Divieto di Accesso - eccetto per bianchi/ricchi/italiani - a simboleggiare il divieto che il governo vuole imporre ai ragazzi migranti.

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