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Più ore, più fatica, salari più bassi: per gli immigrati il ricatto del lavoro

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L'indagine condotta a fine 2009 dall'economista Boeri per la Fondazione Debenedetti. Altro che criminali: i 422mila irregolari lavorano di più e guadagnano meno dei regolari. Turni notturni per il 38%, week-end per l'80% dei clandestini. Il 40% guadagna meno di 5 euro l'ora. Sono anche i più colpiti da infortuni: 176 incidenti mortali nel 2008. "Mansioni pericolose e senza formazione"

immigrati_al_lavoroROMA
- Fa turni pesanti, spesso notturni, lavora in nero, anche il sabato e la domenica, guadagna meno di 5 euro l'ora. Eccolo l'identikit dell'immigrato irregolare: salario basso, lavoro pesante. Manodopera a basso costo, "spesso funzionale alla nostra economia".

A fotografare l'opaco mondo degli invisibili è un'indagine condotta tra ottobre e novembre 2009 dall'economista Tito Boeri per la Fondazione Rodolfo Debenedetti. I primi risultati sono stati presentati il 29 gennaio a Bologna, nel corso del "Forum sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro", organizzato dalla fondazione Alma Mater. Cosa ne emerge? Innanzitutto una smentita all'equazione tra immigrati e criminali, cara al premier Silvio Berlusconi. Gli irregolari (422mila secondo l'Ismu) lavorano di più e guadagnano di meno rispetto a chi ha i documenti in regola. Insomma, sono una risorsa per molti imprenditori privi di scrupoli. Il 66% degli irregolari, infatti, ha un lavoro, nonostante sia privo di un titolo legale per rimanere in Italia. È impiegato in nero e fa turni molto pesanti: l'80% non si ferma neppure il sabato, il 31,8% lavora di domenica e il 38% fa anche turni notturni (contro il 22% degli immigrati regolari).

Lavorano tanto, ma guadagnano poco. "Il 40% di chi non ha il permesso di soggiorno - spiega Boeri - guadagna meno di 5 euro l'ora, mentre fra i regolari la percentuale scende al 10%". Chi non è in regola guadagna in media il 12,4% in meno di chi lo è. Ancora peggio va alle donne prive di permesso di soggiorno: loro guadagnano fino al 17% in meno. "Questi risultati - prosegue Boeri - spiegano perché gli immigrati irregolari continuano a venire in Italia: trovano facilmente lavoro, anche senza permesso di soggiorno. E i datori di lavoro possono pagarli ancor meno di quanto pagherebbero i regolari".

Non è tutto. I lavoratori immigrati sono anche i più soggetti a infortuni. "Le morti bianche - racconta Boeri - aumentano fra gli stranieri (+8% dal 2005 al 2007) e calano fra gli italiani". Nel presentare i dati sull'andamento infortunistico in Italia il presidente dell'Inail, Marco Fabio Sartori, ha infatti dichiarato che "in termini relativi, l'incidenza infortunistica risulta più elevata per gli stranieri: 44 casi denunciati ogni 1000 occupati, contro i 39 degli italiani. I motivi sono spesso riconducibili all'impiego di questi lavoratori in attività più a rischio, connotate da una forte componente manuale e in assenza di un'adeguata formazione professionale". Nel 2008 gli infortuni di immigrati, denunciati all'Inail, sono stati oltre 143mila e di questi 176 mortali.

In base all'ultimo dossier Caritas/Migrantes, in totale gli infortuni occorsi agli stranieri rappresentano il 16,4% di tutti gli eventi registrati in Italia. Insomma, ogni sei operai feriti o uccisi mentre lavorano, uno è straniero. Un dato che va letto alla luce del fatto che gli immigrati rappresentano solo il 7% della forza lavoro.

Un aspetto centrale negli infortuni agli immigrati è inoltre il persistere di livelli di sottodenuncia e di incidenti che sfuggono a ogni controllo. L'opacità è massima tra gli irregolari, che denunciano molto raramente infortuni più o meno gravi per paura di perdere il lavoro o di venire identificati ed espulsi. "Abbiamo raccolto molti casi di immigrati irregolari che dopo aver denunciato il loro datore di lavoro, in seguito a un infortunio, hanno visto consegnarsi dalla questura un decreto d'espulsione - sostiene l'avvocato Marco Paggi dell'Asgi (Associazione di studi giuridici sull'immigrazione) - e col reato di clandestinità le cose possono solo peggiorare".

"È per questo ancora più grave - afferma Boeri - che la scorsa settimana il Senato abbia negato il permesso di soggiorno agli irregolari che denunciano lo sfruttamento da parte dei datori di lavoro e che, anche questa volta, le associazioni imprenditoriali non abbiano fatto sentire la loro voce. Forse perché tante piccole e medie imprese continuano a beneficiare proprio dell'irregolarità".

Wladimiro Polchi

tratto da
La Repubblica 

2 febbraio 2010

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