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"Portateli da noi". L'esempio di accoglienza arriva dalla Locride

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lampedusa_lagerCAULONIA (RC) - C'è chi pianifica respingimenti di massa, chi soffia sul fuoco dell'intolleranza, chi organizza ronde fai da te. Ma c'è anche chi dice no all'ipocrisia di quelli che prima bombardano in nome di una guerra "umanitaria" e poi scatenano un inferno a Lampedusa, umiliando chi dal nord Africa fugge nella speranza di un futuro migliore.
Ilario Ammendolia, sindaco di Caulonia, è una persona dai modi pacati e gentili. Ma è fermissimo nel condannare quanto sta avvenendo sull'isola siciliana, "che ci indigna e ci imbarazza perchè -spiega - non è questa l'Europa che vogliamo, non è questa la nostra Italia".
E, così, a nome dell'associazione che raccoglie i 42 comuni della zona jonica reggina, ha deciso di dichiarare la Locride "terra di accoglienza". Non si tratta di una mera petizione di principio. "Già abbiamo comunicato al Ministero dell'Interno e alla Prefettura di Reggio Calabria che grazie alla sensibilità dei sindaci di Antonimina e Gerace siamo disponibili a che nella nostra zona sorga una tendopoli che accolga i profughi e che abbia come requisito prioritario la dignità umana. Nella spianata che abbiamo individuato ci sono, infatti, tutti i servizi necessari, compresa un'area da adibire a moschea. Altri comuni, tra cui Benestare, hanno messo a disposizione alloggi e fabbricati sequestrati alla 'ndrangheta". Un pool di medici e di operatori del volontariato è già stato allertato. E la macchina della solidarietà è pronta a mettersi in moto. Perchè è convinzione comune che solo i migranti e i rifugiati possono "far rinascere le campagne abbandonate e i borghi disabitati". Altro che respingimenti e deportazioni, "che sono una barbarie aizzata da chi ipocritamente bombarda usando armi milionarie e poi afferma di non avere i soldi per assistere poche migliaia di migranti". E di fronte allo scaricabarile tra chi dice "mandateli in Padania" (il presidente siciliano, Raffaele Lombardo) e chi risponde "rispediteli in Africa" (Umberto Bossi), un pugno di sindaci calabresi ha deciso di assumersi le proprie responsabilità. Di amministratori interessati alla cosa pubblica e "non a speculare per fini elettorali, come fanno i leghisti, al solo scopo di allarmare e di creare la sindrome dell'assedio".
Trasite, favorite dice la gente della Locride a chi bussa alla porta di casa. Qui l'accoglienza è  cardine sociale e modello di sviluppo. Oggi, il comprensorio si apre al mondo, ancor di più rispetto al passato, provando ad allargare l'esperienza rinomata di Caulonia, Stignano e Riace. "Noi non ci giriamo dall'altra parte, ma porgiamo una mano a questi disperati. Perchè non dimentichiamo la nostra storia di emigranti e quante volte siamo stati noi a bussare alle porte degli altri. La Locride non è terra di mafia, ma è una terra di civiltà antica, di gente generosa, di naturale ospitalità". Da oggi la Locride è "terra aperta". Una lezione di umanità, quella vera.

Inviato a Senza Soste da Silvio Messinetti

31 marzo 2011

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