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Rivolta a Lampedusa. Bruciato e distrutto il CIE di Contrada Imbriacola

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lampedusa_fuoco_cieRivolta nei centri di accoglienza di Lampedusa e in Puglia. Esasperati dalla presenza forzata nele strutture i migranti hanno dato vita a eclatanti proteste: a Lampedusa un incendio ha distrutto le tre palazzine del CIE di Contrada Imbriacola dove risiedevano circa 1.200 tunisini sbarcati nelle settimane scorse sull'isola. Il sindaco di Lampedusa ha dichiarato: "Il CIE non esiste più". (red.)

E' scoppiato un incendio di vaste proporzioni nel centro di  primo soccorso di Lampedusa, a Contrada Imbriacola. 1.300 persone si sono dirette verso la piazza del paese, dove stanno inscenando una protesta. Ci sarebbero decine di intossicati. Save the Children ha subito espresso preoccupazione per i molti minori che sono rinchiusi sull'isola. Mentre il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, che nei giorni scorsi si era rivolto al presidente Berlusconi in persona, ora chiede di "espellere tutti i delinquenti tunisini. Non vogliamo più un tunisino sull'isola. Siamo stanchi, devono essere trasferiti nelle prossime 48 ore".

Certamente da giorni la situazione nel centro è complicata. Gli arrivi continuano, anche se perlopiù alla spicciolata, e i trasferimenti sono quasi fermi. Ovvero, ce ne sono ogni giorno via nave (costo dell'operazione: circa 30 mila euro a "invio"), ma con il contagocce. non ne partono più di 50. Motivo: i posti negli altri centri di eprmanenza sono scarsi, molti Cie sono inc ondizioni precarie per rivolte precedenti, come quello di Roma: proprio stamattina il Coispe, sindacato di polizia, si lamentava per l'arrivo di 50 tunisini da Lampedusa mentre nel centro sono in corso lavori di ristrutturazione.

Se ci fosse bisogno di ulteriori dimostrazioni, la politca del "concentramento" non sta avendo alcun successo. E frose a scatenare la rivolta anche l'annuncio dato ieri dal minsitero dell'Interno: il raggiungimento di un nuovo accordo con il governo transitorio della Tunisia per il rimpatrio più veloce e consistente delle persone che raggiungono le coste italiane.

Non è ancora chiaro quanti siano i danni a Contrada Imbriacola. Di certo, però, al fuoco è andato anche il padiglione che ospita donne e minori. «La situazione di tensione nel centro è sfociata nell'incendio di oggi e in più di un'occasione avevamo espresso il nostro timore che episodi del genere si potessero verificare», ha detto Raffaela Milano, Direttore Programma Italia- Europa di Save the Children. «Fino a due giorni fa erano presenti nel centro 4 famiglie con 6 bambini dagli zero ai sette anni, che a seguito delle richieste di Save the Children sono stati spostati in altre strutture esterne. Siamo in contatto diretto con il nostro team di operatori in loco per monitorare la situazione e torniamo a sollecitare l'immediato trasferimento dei minori presenti sia nel Cpsa che nell'ex Base Loran - dove si trovano attualmente 104 minori non accompagnati - in strutture apposite adeguate alla loro accoglienza»

tratto da il manifesto

21 settembre 2011

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