Friday, Jul 10th

Last update:03:43:25 PM GMT

You are here:

Rosarno, le bugie di Maroni: su 1078 identificati 795 erano in regola

E-mail
Valutazione attuale: / 7
ScarsoOttimo 

immigrati_rosarno.jpgIl ministro dell'interno Maroni è un "duro". Lo ha detto più volte e senza mezzi termini: con i clandestini bisogna essere "cattivi". Bisogna essere anche dei ciarlatani, almeno stando alla sua relazione sui fatti di Rosarno, presentata al Senato il 12 gennaio. I fatti sono noti e non starò qui a ripeterli. Quello che mi interessa mettere in evidenza è che l'interpretazione che ne ha dato il "duro" Maroni è stata fin da subito univoca: quello che è successo è colpa dei clandestini. Maroni e i suoi compari lo hanno ripetuto in maniera ossessiva in questi giorni e sono stati efficaci tanto che la stessa rappresentante in Italia dell'Alto commissariato dell'ONU per i rifugiati, Laura Boldrini, che non può essere accusata di razzismo e xenofobia, l'ha implicitamente confermato dichiarando l'8 gennaio all'agenzia ASCA che "fra i molti immigrati clandestini di Rosarno ci sono anche rifugiati politici e richiedenti asilo".

In breve, quello che è passato di fronte alla cosiddetta opinione pubblica è il messaggio lanciato da Maroni e ripreso dalla canea fascistoide che ci governa: a far "casino" a Rosarno ci sono i clandestini.

Ebbene si tratta di una clamorosa falsità come hanno dimostrato le cifra snocciolate da Maroni nel citato intervento al Senato che abbiamo ripreso dal sito del ministero dell'interno e che possiamo così riassumere: a Rosarno sono stati identificati 1078 extracomunitari, di questi 795 (74%) sono risultati in possesso di permesso di soggiorno, 46 sono clandestini che verranno immediatamente espulsi (4%) mentre i restanti 238 (22%) verranno internati nei famigerati CIE per un approfondimento di indagine. Come è stato costretto ad ammettere il "duro" Maroni: "La maggioranza degli immigrati a Rosarno era regolare dal punto di vista del permesso di soggiorno". Le vittime dello sfruttamento selvaggio dei proprietari terrieri della piana do Gioia Tauro, coloro che hanno osato ribellarsi alla mafia non erano i tremendi clandestini di cui si riempiono la bocca politicanti e gazzettieri da due soldi. Eppure nonostante questa ammissione il "duro" Maroni ha continuato a sostenere una clamorosa falsità e cioè che "i fatti di Rosarno rendono evidenti tutte le conseguenze negative che derivano dall'immigrazione clandestina" affermazione che è stata inserita nel comunicato pubblicato sul sito del ministero dell'interno e immediatamente ripresa nei "lanci" di due fra le maggiori agenzie di stampa: "Immigrati, Maroni, combattere senza tentennamenti i clandestini (Adnkronos) e "Rosarno, Maroni, governo proceda senza tentennamenti contro l'immigrazione clandestina per favorire la legalità" (ANSA).

Ancora una volta gli sciamani della politica ci hanno dato un esempio da manuale di come si riesce a manipolare l'informazione per dare una visione distorta della realtà.

Inviato a Senza Soste da Indagator

13 gennaio 2010

Link: Rosarno, la pax mafiosa dopo la tempesta

 

***

Una testimonianza da Rosarno

Il rientro a scuola dopo quanto successo a Rosarno non è dei più facili. Uno stuolo di ragazzi fuori dal cancello aspetta qualche insegnante per decidere cosa fare. Si formano capanelli spontanei. Tra gli studenti della Piana di Gioia Tauro serpeggia la rassegnazione e la rabbia. Fino a ieri erano etichettati come 'ndranghetisti, da oggi per tutti saranno anche razzisti. Molti di loro hanno avuto i nonni emigranti e a loro volta sono pronti a partire per studiare fuori dalla Calabria. Lo scorso anno quando qualcuno di loro si era recato con alcuni docenti alla "Cartiera", la bidonville creatasi negli utimi anni, era rimasto sconvolto scrivendone anche nei compiti in classe. Aggiungendo affermazioni e domande chiare e mature, che mai le istituzioni, la chiesa, i partiti hanno fatto in questi ultimi venti anni tollerando la schiavitù nella nostra terra.

Per ragionare insieme abbiamo letto le cronache della rivolta degli immigrati delle Indie occidentali nel cuore della "civilissima" capitale dell'impero britannico. Londra, agosto 1976, Nottingh Hill è in fiamme. Ovunque scontri tra giamaicani e bobbies. Sono oltre trentanni, ma sembra ieri a Rosarno. Fra i giovani bianchi che provano a fraternizzare con i "rasta", anche Joe Strummer e Paul Simmonon, che da poco hanno dato vita ai Clash. Al loro ricordo è affidata anche la mia riflessione. Se non condividiamo prima, se non facciamo strada inseme ai derelitti della terra, non possiamo poi condividerne le lotte, e "la loro storia non sarà mai la nostra storia".

Il sistema Rosarno è il sistema del capitalismo predatorio, che da queste parti ha trovato terreno fertile nella nuova 'ndrangheta, quella borghesia criminale, che manda i figli a studiare all'estero, controlla il porto di Gioia Tauro, detiene il controllo del traffico di droga per il mercato europeo. Dopo le rivolte dello scorso anno, i mafiosi non potevano sopportare un altro affronto, ed hanno messo in atto i presupposti per spingere le autorità a quella che senza ombra di dubbio possiamo chiamare la prima deportazione avvenuta nel nostro paese dal '45 ad oggi.

I fatasmi hanno fatto gettare la maschera alle ipocrisie dello stato, con le sue leggi stracciate e la sua violenza esercitata sui deboli. Mentre la polizia manganellava ed arrestava gli immigrati, gruppi di cittadini muniti di armi da fuoco si aggiravano impuniti sparando al primo che avesse avuto la pelle di un altro colore. Gli stessi cittadini che registrano parenti e amici come braccianti, ricevono i contributi europei, prendono l'indennità di disoccupazione al termine della stagione e fanno lavorare in nero i nuovi schiavi. Tutto questo senza che i sindacati, l'ispettorato del lavoro e la guardia di finanza muovano mai un dito. Ingiustizia che si somma ad altre ingiustizie. I fantasmi hanno fatto crollare i miti della retorica della sinistra isitutzionale, che per ritrovare un briciolo di dignità dimostrato da queste parti, doveva ancora appellarsi alle lotte bracciantili degli anni cinquanta. Già ma allora i contadini erano bianchi, italiani e votavano. Oggi i braccianti non esistono perchè sono fantasmi! I fantasmi si sono ribellati! Quando lo faranno coloro che si definiscono liberi cittadini??

Fabio Cuzzola  

13 gennaio 2010

 

AddThis Social Bookmark Button

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy..

Accetto cookies da questo sito