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Veltroni, l'ultimo rantolo di un mentecatto

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veltroni_okIl documento dei veltroniani, sullo stato del PD e sulle prospettive del centrosinistra, non va interpretato come una guerra tra bande all'interno del partito democratico. Si tratta piuttosto dell'ultimo rantolo di uno dei mentecatti che da un ventennio si sono accampati sul terreno della politica italiana. I più attenti ai rapporti tra cordate di potere all'interno del PD registrano, dopo il documento dei veltroniani, lo stato dei nuovi rapporti tra i personaggi più influenti del maggior partito di centrosinistra. Operazione completamente inutile, dal punto di vista storico come da quello che riguarda il presente. Dal punto di vista storico perchè il PD nel futuro sarà guardato per quello che è, un'operazione politica minore senza sostanza e prospettiva; dal punto di vista del presente perchè il baricentro della politica italiana è oggi ben lontano dalle sedi (e dalle menti) della corrente veltroniana.
In sostanza qual'è il significato del documento dei veltroniani che agita il PD? Un punto, rispetto ad altri più tattici e negoziabili, sembra caratterizzare la visione del futuro del sistema politico italiano da parte di Veltroni. Quello della difesa del sistema elettorale maggioritario a sostegno di un decisionismo istituzionale e politico di stampo ultraliberista. Il fatto che il documento sia stato firmato da Ichino, e da qualche altro falco pro-Marchionne, è uno degli elementi decisivi per la comprensione di questo documento. Veltroni punta a mantenere vivo il mito del sistema che "decide", identificato con il maggioritario, per dare espressione a quello che di prassi viene chiamato il "coraggio necessario". A disintegrare il resto del welfare, dei diritti collettivi, dei contratti di lavoro, destrutturando il sistema pensionistico fino alla soluzione finale. Sempre in nome della "crescita" e del "futuro dei giovani" si intende.
Non a caso la genesi del documento veltroniano si è accompagnata ad un attacco al Prc, e alle ipotesi di accordo di quel partito con il PD. Nel delirio veltroniano l'attacco ai "comunisti" significa ribadire la natura liberista e di destra, interpretazione autentica della "vocazione maggioritaria del PD", del centrosinistra. Che, una volta caduto Berlusconi, dovrebbe procedere come Blair dopo la fine del governo conservatore. Un liberismo che succede ad un altro, senza soluzione di continuità.
Il fatto che questo processo politico oggi ha portato la Gran Bretagna all'orlo del disastro economico e sociale è qualcosa su cui i tanti "esperti" italiani del laburismo inglese preferiscono soprassedere. E' da documenti come questo che si comprende, in prospettiva storica, l'anima reazionaria e di destra del veltronismo. Anima rivestita di un dispositivo spettacolare sorridente, dialogante e di centrosinistra. Dispositivo efficace per prendere voti che sono stati spesi per una politica degna della famiglia Le Pen. Perchè fuori dal raggio d'azione del telecomando, e delle telecamere dove si erogano sorrisi, il veltronismo ha sempre rivelato un'anima nera da destra italiana. Chi ricorda le pressioni per l'approvazione della legge Treu, quella che ha fatto nascere il precariato in Italia, da parte del vicepresidente del consiglio Veltroni? Chi ricorda che il bombardamento della popolazione jugoslava del 1999, con il centrosinistra al governo, trovò un convinto avvocato nel segretario dell'allora Pds Veltroni? Chi ricorda il nuovo grande sacco della speculazione immobiliare romana con il sindaco Veltroni? Chi ricorda la richiesta di Veltroni di cacciata dei rumeni da Roma perchè UNO di loro, proprio secondo una logica da Le Pen, aveva stuprato una donna? Chi ricorda le frasi su Mediaset "patrimonio del paese"?

E' bene ricordare tutto questo perchè la destra reazionaria di Veltroni cerca di rialzare la testa. Secondo un progetto politico tipico dei mentecatti. Ovvero quello di ripetere a memoria il frasario della fase politica appena trascorsa senza capire che una stagione è finita. Senza capire che le dinamiche centrifughe del sistema politico italiano sono destinate, come classicamente accade, a disintegrare i residui delle stagioni precedenti. E nella parte del residuo Veltroni si trova benissimo, duellando con un altra coppia di esponenti di destra (Bersani e D'Alema) in un cupio dissolvi all'insegna della più scatenata mediocrità politica.
C'è solo da auspicare che Veltroni incontri, prima o poi, il tipo di giustizia popolare più adatta al giudizio sulle nefandezze che da decenni ha rifilato a questo paese.

per Senza Soste, Bill Shankly

17 settembre 2010

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