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Rizzo espulso dai Comunisti Italiani a causa del piduista Valori

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Giancarlo Elia Valori, personaggio dal passato oscuro e oggetto di una nostra inchiesta nello scorso maggio in occasione di una sua visita a Livorno, è ancora una volta al centro della cronaca politica. Questa volta come causa indiretta dell'espulsione di Marco Rizzo dal partito dei Comunisti Italiani, che, giustamente, metteva in guardia e criticava il segretario Diliberto per la troppa frequentazione di questo personaggio. Diliberto e Il Manifesto minimizzano ma di fronte a questi personaggi c'è sempre da tenere la guardia alzata...

red. 25 giugno 2009

Link: 10 domande a Diliberto

rizzo.jpgE’ stato espulso due giorni fa dal partito dei Comunisti italiani. Eppure Marco Rizzo non molla. Annuncia che resisterà alle querele già annunciate nei suoi confronti da Oliviero Diliberto. E non chiude la porta all’ipotesi di transitare nel partito di Rifondazione comunista.

«Sono convinto che Paolo Ferrero non si sarebbe mai seduto affianco a simili persone» ha detto ieri al Messaggero.
Quali persone? Dall’inizio di questa polemica - vecchia per la verità di una decina di giorni - Rizzo è sceso in campo accusando Oliviero Diliberto di aver visto molto spesso in incontri pubblici con Giancarlo Elia Valori, oggi presidente di Sviluppo Lazio, holding di controllo di tutte le società partecipate dalla regione, ma in passato a capo di aziende importanti come la società autostrade.
«Giancarlo Elia Valori stava nella P2», ha detto due giorni fa al Corriere: «Quando ho fatto notare la cosa a Diliberto lui ha minimizzato». Ammesso e non concesso che Valori sia ancora iscritto ad una loggia, partecipare alla massoneria non è reato. Il dirigente d’azienda, poi, fu espulso nel 1972 proprio da Gelli.
 
tratto da Il Manifesto del 25 giugno 2009
 
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Riguardo all'articolo riportato da "Il Manifesto" riguardo l'espulsione di Marco Rizzo dal PdCI, ritengo doveroso inviarvi le motivazioni reali di tale espulsione, onde evitare confusione su tale fatto.
Questo perché la sua convocazione davanti alla commissione di garanzia è stata antecedente alle dichiarazioni contro il segretario Oliviero Diliberto.
Allego di seguito il documento con le motivazioni.
Saluti,
Nicola Ricci
Comitato federale PdCI della provincia di Livorno
 
Il verbale di espulsione
 
“La Commissione Nazionale di Garanzia,
riunitasi in data odierna in seduta straordinaria per via telematica e telefonica, presenti il Presidente Silvio Crapolicchio, il Vice-Presidente Vicario Vincenzo Calò ed i membri Angelo Jacazzi e Loredana Visciglia, ha preso visione del ricorso a firma Vincenzo Chieppa (Segretario reg. Piemonte), Mao Calliano (Segr. Fed. di Torino) ed altri, in relazione ai comportamenti tenuti nella recente campagna elettorale da Marco Rizzo.
La Commissione Nazionale di Garanzia, ha sentito Rizzo ed i compagni Chieppa e Calliano, ed ha preso visione dell’ampia documentazione inerente i comportamenti denunciati, da cui si evince che Marco Rizzo non solo si è astenuto dallo svolgere la campagna elettorale per le Elezioni Europee a sostegno della lista Comunista (di cui il Pdci faceva parte con Rifondazione Comunista e Socialismo 2000), ma ha finanche dato indirizzo di voto diverso da come deciso negli organismi dirigenti del Partito; nella maggiorparte dei casi invitando a votare candidati di altre liste concorrenti a quella unitaria dei Comunisti (Italia dei Valori in primis, ed anche Partito Comunista dei Lavoratori e Sinistra e Libertà), in particolare sostenendo Gianni Vattimo (candidato nelle liste dell’Italia dei Valori), ed in certi casi dando indicazione di voto contro il nostro Segretario nazionale. A tale proposito, si richiama la documentazione inviata dal Segretario della Federazione di Torino, confermata dal Segretario regionale del Piemonte.
La Commissione Nazionale di Garanzia ha preso visione, altresì, di ulteriori elementi documentali, dai quali emerge in maniera inequivoca come negli ultimi anni di vita del nostro Partito, in modo continuativo Marco Rizzo abbia perseguito obiettivi strategici diversi da quelli decisi ed approvati negli organismi del Pdci, di cui esso stesso faceva parte, comportamenti che esulavano dal libero dibattito e dal confronto politico tra compagni, ma erano protesi al frazionismo interno, quindi alla costituzione di correnti o altri gruppi organizzati. Questo in violazione dell’articolo 9 dello Statuto che regola la vita interna e la democrazia di Partito secondo il principio del centralismo democratico. Marco Rizzo ha pure fatto ricorso indiscriminato ai mezzi d’informazione come strumento per manifestare all’esterno posizioni di dissenso che non trovavano consenso nella stragrande maggioranza del corpo del partito e negli organismi dirigenti interni deputati a decidere. Questo in violazione del comma II dello stesso art. 9 dello Statuto vigente. Tale prassi, non propria di un Partito Comunista, dimostra il disagio di Rizzo al rispetto delle regole statutarie, con modalità contrarie alla normale buona diligenza ed alla rappresentatività nella storia, dei Comunisti Italiani.
La Commissione Nazionale di Garanzia ha tollerato per lungo tempo i comportamenti antistatutari di Rizzo, certa della possibilità di recupero delle divergenze in una dinamica tutta politica ed ha altresì esperito ogni tentativo possibile di risoluzione delle controversie prima di addivenire ad una soluzione disciplinare anche in occasione dell’ultima audizione di Rizzo. Ciò stante il I coma dell’art. 26 dello Statuto. Tentativi resi vani dall’ultima azione di dissenso verso il Partito, perpetrata sempre a mezzo stampa da Rizzo (sul Corriere della Sera odierno), con vessatori attacchi al Segretario Diliberto.
Per queste ragioni la Commissione Nazionale di Garanzia ritiene definitivamente venuto meno il rapporto di fiducia tra il Pdci e Marco Rizzo.

Pertanto:
- Vista l’ampia documentazione allegata;
- Vista la violazione dei principi statutari del Pdci, su tutti quello del Centralismo Democratico di cui all’articolo 9 e specificatamente ultimo capoverso del comma II, a cui un iscritto inderogabilmente deve attenersi;
- Visti gli inutili tentativi di risolvere in ambito politico la questione in essere, non per ultimo quello esperito in sede di audizione davanti a questa Commissione Nazionale di Garanzia;
- Visto altresì il danno di proiezione esterna che in periodo di campagna elettorale questi fatti hanno generato e generano al Partito;
- Considerato che, alla luce di tutte le suesposte ragioni, il rapporto fiduciario tra il compagno Marco Rizzo ed il Pdci si è irrimediabilmente incrinato;

sentiti gli organismi direttivi del Partito; visto il vigente Statuto del Partito; tutto ciò visto e considerato, delibera all’unanimità dei presenti l’espulsione dal Partito di Marco Rizzo stante l’art. 26 comma II punto e) dello Statuto.”

(24.6.09)

 

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