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Correscales: il più grande progetto di crowdfunding sociale in Spagna

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Gladys Martinez Lopez*

Pubblichiamo un articolo che racconta la storia dei tecnici installatori che lavorano per l’azienda spagnola Telefonica-Movistar, che hanno lanciato un crowdfunding di quasi 100.000 euro entrando in una nuova fase della loro lotta, sostenuti da decine di collettivi, sei mesi dopo la fine del loro sciopero contro il “gigante azzurro”.

Una manifestazione ininterrotta di 800 km, 80 staffette in cinque giorni di maratona, 80 giorni di crowdfunding con un obiettivo minimo di 94.250 euro, un documentario per raccontare queste giornate...
Sei mesi dopo la fine dello sciopero che hanno mantenuto caparbiamente per 75 giorni, “per riaccumulare le forze” i tecnici dell’azienda Telefonica-Movistar rilanciano la loro lotta con una grande prova di forza e sostenuti da decine di collettivi e organizzazioni.

Venti rappresentanti di questi collettivi tra cui la PAH, Iaioflautes, Coop57, Col·lectiu Ronda, CUP, En Lluita e cinque sindacati alternativi, hanno partecipato ad una grande conferenza stampa nel centro sociale Can Batlló (Barcellona) per presentare Correscales, “un progetto di lotta per la dignità e contro la precarietà lavorativa e sociale, che non riguarda solo noi lavoratori di Telefonica ma tutti quei gruppi di lavoratori che vivono nelle nostre stesse condizioni, o peggiori”, ha spiegato Aitzol Ruiz, della Marea Azzurra dei lavoratori di Telefonica-Movistar.

In questa conferenza stampa i tecnici hanno anche descritto come gli accordi raggiunti da CCOO e UGT (i due più grandi sindacati confederali spagnoli) con le imprese esternalizzate di Telefonica-Movistar, non hanno portato in nessun modo benefici ai lavoratori. Si sono prodotti invece più di 60 licenziamenti e delle liste nere tra lavoratori partecipanti allo sciopero. Uno sciopero dove, per la prima volta, c'è stata unità tra i lavoratori che, organizzati in assemblee ed attraverso il mutuo soccorso reciproco, hanno superato le divisioni imposte negli anni dalle loro diverse condizioni contrattuali con il “gigante azzurro”.

La cassa di resistenza unitaria

Il progetto Correscales (in riferimento alle scale, simbolo di lotta dei lavoratori Movistar) ha vari obiettivi. Uno di questi è ringraziare e restituire la solidarietà ricevuta da decine di collettivi che hanno supportato i lavoratori di Telefonica con qualsiasi mezzo, grazie ai quali si è riusciti a mantenere lo sciopero per quasi tre mesi nonostante le difficili condizioni. “I movimenti sociali ci hanno aiutato con una grande solidarietà e per questo è arrivato il momento di continuare a lottare e restituire collettivamente la solidarietà ricevuta” ha detto Aitzol Ruiz.

Per questo, uno dei principali obiettivi del progetto è la creazione di una cassa di resistenza unitaria “perché nessuno, di tutte quelle persone che si trovano incatenate nella frammentazione sul loro posto di lavoro ed in condizioni di precarietà, smetta di scioperare o lottare per i suoi diritti per una questione economica”, ha aggiunto Ernest Gutierrez di Ateneu La Torna.

“Vogliamo che si uniscano tutti i lavoratori che si sentano precari come noi. Non è solo una questione di Movistar. C’è molta gente che non può far sentire la propria voce perché non ha mezzi sufficienti. Vogliamo dare l’opportunità di lottare e porre fine a questo dilemma tra il capitale o la vita”, dice Javier Marco della Marea Azzurra. Per lanciare questo embrione di cassa di resistenza sia i lavoratori di Telefonica in lotta sia tutti quei gruppi che si sono definiti “correscales” sperano di raggiungere il minimo obiettivo previsto dal più grande crowdfunding sociale realizzato nello stato spagnolo: 94.250 euro. Al momento, dopo poco più di 10 giorni sono stati raggiunti 52.671 euro.

Un altro obiettivo, durante gli 800 chilometri di tragitto, è “tessere relazioni” con collettivi, movimenti, organizzazioni e persone che vogliono unirsi a questa “corsa” di rivendicazione e denuncia. “In questo percorso l’obiettivo per cui stiamo lavorando è incontrare molte delle lotte femministe, ecologiste, per il territorio, sul tema del lavoro, dell’educazione, della sanità ecc. e creare con loro forme di mutuo soccorso”, ha aggiunto Nuria Comerma, di Rereguarda.

Il percorso inizierà simbolicamente il 19 febbraio a Bilbao, l’unico luogo in cui i lavoratori, grazie alla loro lotta, sono riusciti a riprendersi il proprio posto di lavoro. Terminerà il 22 febbraio a Barcellona in concomitanza con il Mobile World Congress, che, ha aggiunto Comerma, “simbolizza lo spettacolo del capitalismo che precarizza i lavoratori di Movistar e fa si che pochi vivano grazie al sudore ed al lavoro di molta gente”.
Il progetto di crowdfunding permetterà anche la realizzazione di un documentario per “testimoniare la dignità della lotta contro la precarietà”, conclude Gutierrez.

Per saperne di più sulla vertenza dei lavoratori Telefonica-Movistar:
- http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/11/spagna-mese-di-sciopero-in-te...
- https://www.diagonalperiodico.net/global/26207-autonomos-y-subcontratado...
- https://www.diagonalperiodico.net/global/26391-la-rebelion-esclavos-tele...
- https://www.diagonalperiodico.net/global/27098-tecnicos-telefonica-paran...

*Fonte: https://www.diagonalperiodico.net/global/28892-tecnicos-telefonica-lanza...

13 gennaio 2016

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