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seso 10 anni colorePochi giorni fa Senza Soste ha compiuto 10 anni di vita. Era infatti il 25 novembre 2005 quando usciva il primo Senza Soste, il numero 0 (rimandiamo ad articolo in fondo). Un traguardo, questo dei nostri 10 anni, per niente scontato, che siamo riusciti a raggiungere grazie anche al fondamentale sostegno economico dei nostri lettori e all’autofinanziamento che pratichiamo durante l’anno. Per proseguire nella nostra attività di informazione indipendente abbiamo bisogno che il sostegno di chi ci legge continui a non mancare, ecco quindi le indicazioni per aiutare Senza Soste anche nel 2016, anno durante il quale festeggeremo il nostro decennale.

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Nell’articolo che segue vi regaliamo la rassegna di come Senza Soste ha visto l’anno 2015 tramite il giornale cartaceo e il sito. Buona lettura e continuate a seguirci anche sui social network Facebook e Twitter.

Il 2015 di Senza Soste

Un viaggio in quello che è stato il 2015 di Senza Soste. Un resoconto di come abbiamo seguito mese per mese le vicende locali, nazionali e internazionali nel corso dell’anno che si sta per concludere.

Gennaio
Il 2015 di Senza Soste si apre con l’articolo “autocelebrativo” sul traguardo raggiunto dei 100 numeri del nostro giornale cartaceo. Nell’articolo ripercorriamo la nostra storia e descriviamo il modo con cui il progetto Senza Soste si è evoluto nel corso dei suoi 10 anni di vita. A livello nazionale e internazionale è il mese della strage terroristica di Parigi all’interno della redazione del giornale satirico Charlie Hebdo. Noi scriviamo un editoriale dal titolo “Non siamo tutti Charlie Hebdo. Orrori ed errori dalla regione parigina”. A fine mese viene eletto Sergio Mattarella come Presidente della Repubblica, il nostro editoriale in merito porta il titolo “Sergio Mattarella e un paese che si spegne nel silenzio”.

Febbraio
Il numero 101 di Senza Soste vede, tra gli altri, tre articoli importanti. In apertura un pezzo sul “Codice Rossi” che porterà alla pessima riduzione del numero delle Asl toscane, un articolo sui due pesi e due misure della Procura livornese nelle sue inchieste e indagini soprattutto a danno dei movimenti e di chi lotta al fianco dei più deboli, e una intervista a Lenny Bottai che in occasione del centenario del Livorno Calcio fa rivivere la nostra storica pagina intitolata “Spalti Ribelli”. Sul piano nazionale impazzano le notizie sulla ripresa economica, che noi commentiamo con un nostro editoriale dal titolo “Le notizie sulla ripresa economica, caso di abuso di credulità popolare”.

Marzo
Il nostro giornale cartaceo di marzo si apre con un articolo sul porto di Livorno che invita a guardare oltre il dibattito tutto elettorale fatto prevalentemente di sogni e slogan sulla Darsena Europa, mentre nelle pagine interne affrontiamo il tema del cambiamento urbanistico della città, della privatizzazione della Porto 2000 e dell’amianto nelle tubature dell’acqua potabile. A livello nazionale ci occupiamo (tra le altre cose) dei rapporti Stato-Regioni e delle politiche del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi anche riguardo all’approvazione del piano portuale livornese, con un editoriale sul nostro sito intitolato “La riforma del titolo V della Costituzione e il bacio della morte del mago di Bientina”.

Aprile
L’articolo di apertura di Senza Soste del mese di aprile è dedicato al patrimonio immobiliare del Comune di Livorno e alla gestione pigra dell’interesse pubblico da parte delle varie Giunte (appunto “immobili”, come scriviamo nel titolo). All’interno del giornale numero 103 pubblichiamo anche una lunga intervista esclusiva al sindaco di Livorno Nogarin, che ci parla di tutti i nodi che sta affrontando la sua Giunta nei primi mesi dal suo insediamento. Sul piano nazionale è il mese del dibattito finale sulla legge elettorale che provoca forti malumori nel Pd e le dimissioni del capogruppo Speranza, tanto che noi scriviamo un articolo dal titolo “È un Pd senza Speranza”.

Maggio
Senza Soste del mese di maggio presenta in prima pagina una intervista sulla Darsena Europa a Nicoletta Batini, candidata dal Comune di Livorno alla presidenza dell’Autorità Portuale, mentre nelle pagine interne proponiamo un articolo sull’Accordo di Programma per Livorno firmato l’8 maggio, uno su Fortezze e Polo Culturale e un altro sugli effetti della privatizzazione del trasporto pubblico. A livello nazionale inizia l’Expo a Milano, noi scriviamo un editoriale dal titolo “Expo. Renzi si accorge che c’è vita oltre Twitter” e (sempre su Renzi) un articolo in cui parliamo degli annunci vuoti del premier: “Mao o Renzi? Inventarsi l’uscita dell’Italia dalla recessione è glorioso”.

Giugno
Il giornale di giugno lo apriamo con un articolo dal titolo “Livorno frana”, in cui mettiamo in evidenza attraverso i dati numerici dell’Irpet come la nostra città stia attraversando ancora una crisi profonda. All’interno proponiamo anche un articolo sulla battaglia delle lavoratrici del call center People Care di Guasticce, un articolo di urbanistica sul rapporto Porto-Città e uno sulla sanità. Sul piano nazionale, affrontiamo l’argomento della “discesa in campo” di Maurizio Landini con la sua Coalizione Sociale, mettendone in risalto lati positivi e negativi col nostro editoriale dal titolo “Il futuro anteriore di Maurizio Landini”.

Luglio
Il nostro giornale cartaceo di luglio si apre con un articolo su internet, i social network e le bufale che vi si trovano quotidianamente. All’interno pubblichiamo un’intervista ad Andrea Marzovilla, ex consulente Aamps (azienda igiene ambientale) che ci svela alcuni aspetti interessanti sulla situazione della partecipata livornese più in difficoltà. A livello nazionale siamo nel mese in cui imperversa il dibattito sullo storico referendum greco del 5 luglio e sugli eventi successivi che deludono le aspettative dei molti che avrebbero voluto una coraggiosa uscita dall’euro della Grecia. Noi scriviamo diversi editoriali tra cui uno dal titolo “Tsipras fa Caporetto per evitare l’8 settembre greco”.

Agosto
Dopo l’intervista sul cartaceo di luglio su Aamps, ad agosto scriviamo un editoriale intitolato “Aamps, una vicenda tragicomica tra piano industriale e scaricabarile”. È anche il mese in cui i lavoratori del call center ex People Care si ritrovano senza Tfr e senza Naspi, vicenda alla quale dedichiamo l’articolo “Senza Naspi e Tfr: continuano le prese in giro agli ex lavoratori People Care”. Sul piano nazionale e internazionale è il mese del “botto” cinese, che noi trattiamo con un editoriale intitolato “Botto Shangai: Renzi pensa al Senato mentre dalla Cina arriva la guerra finanziaria”.

Settembre
Il numero 107 di Senza Soste si apre con un articolo sulla riforma renziana della scuola e i suoi effetti su professori, studenti e su quello che era lo storico sistema paritario scolastico italiano. Nelle pagine interne affrontiamo ancora una volta il delicatissimo tema di Aamps con una doppia intervista al sindaco Nogarin e all’ex consigliere dell’Idv Romano, e parliamo anche del referendum sulla riforma sanitaria del governatore della Toscana Enrico Rossi. A livello nazionale ci occupiamo sul sito tra le altre cose dei decreti attuativi del Jobs Act che introducono i controlli a distanza per i lavoratori, con un editoriale dal titolo “Telecamere nei luoghi di lavoro: il tecnofascismo renziano in via di realizzazione”.

Ottobre
Il giornale di ottobre lo apriamo con un articolo dal titolo “Un mondo a parte”, con Livorno al centro di “una dimensione che alimenta progetti gonfiati, programmi improbabili, prospettive incredibili e dibattiti surreali, ma che viene puntualmente demolita quando il mondo esterno finisce per fare capolino”: Darsena Europa, Asa, Aamps e ospedale sono solo alcuni esempi. All’interno del giornale anche un articolo specifico su Asa e uno sulla storia dei cinema e teatri livornesi non più esistenti oggi. Sul piano nazionale invece imperversano le polemiche sulle dimissioni (prima date e poi ritirate) del sindaco di Roma Ignazio Marino, sulla vicenda noi scriviamo un editoriale dal titolo “Il marinismo”.

Novembre
Senza Soste cartaceo di novembre si apre con un articolo dal titolo “Bando… alle ciance”, nel quale analizziamo la situazione del bando per la privatizzazione della Porto 2000. Nelle pagine interne pubblichiamo poi un articolo su un’altra privatizzazione, quella del trasporto pubblico locale, con la vittoria dei francesi nella gara di assegnazione regionale, e una intervista ad Andrea Raspanti di Buongiorno Livorno sull’ingresso in RetiAmbiente Spa e sulla situazione di Aamps. A livello nazionale e internazionale è il mese delle stragi di Parigi, che noi commentiamo con un nostro editoriale dal titolo “La Francia si è importata la guerra in casa. Ora tocca all’Europa?”.

Dicembre
Nell’ultimo numero del 2015 dedichiamo l’apertura alla sanità e al continuo peggioramento del servizio pubblico anche nei confronti di categorie delicate come quella dei pazienti oncologici. Nelle pagine interne articoli sulla sentenza del “Processo Prefettura”, sulla Darsena Europa, sulla statua del Villano e sull’Urban Center del Cisternino di Città. Sul sito e su Facebook invece seguiamo da molto vicino la battaglia campale in Consiglio Comunale di Livorno sul destino di Aamps. Vicenda che abbiamo sempre analizzato e commentato e che continueremo ad osservare con attenzione.

Tutto questo (e anche molto altro) è stato il 2015 di Senza Soste, aspettiamo il vostro sostegno per garantire un 2016 sugli stessi livelli di informazione ed analisi. Senza Soste redazione

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"A casa nostra"

senzasoste numero 0Domenica 27 novembre 2005 allo Stadio Comunale Armando Picchi di Livorno, per la 13ª giornata di Serie A, si gioca Livorno-Chievo. La squadra amaranto, che ha festeggiato in febbraio i suoi novant'anni, gioca il suo secondo campionato consecutivo nella massima serie. Il livornese Carlo Azeglio Ciampi si appresta a vivere il suo ultimo semestre da Presidente della Repubblica. Un altro livornese, Alessandro Cosimi, è Sindaco della città, eletto nel giugno 2004 al primo turno con 54.972 voti (55,1%), sostenuto dalla colazione con a capo i Democratici di Sinistra, il primo ed indiscusso partito della città con il 38,47%. Il secondo partito della città (all'opposizione) è Rifondazione Comunista con l'11,37 % (10.547 voti).

Quel 27 novembre allo Stadio Comunale Armando Picchi sugli spalti della Curva Nord per la prima volta viene distribuito da alcuni tifosi e militanti un nuovo giornale. Quattro pagine in formato chiuso A3 che parlano di città, di politica nazionale, internazionale e di calcio. Il titolo della prima pagina è “Un nuovo corso”, e la foto subito sotto ritrae gli ex capi partigiani livornesi nel “tondino” dello stadio in procinto di parlare al pubblico. Quel 27 novembre all'Armando Picchi sugli spalti della Curva Nord viene distribuito il n° 0 del periodico livornese di (contro)informazione Senza Soste.

Come già ricordato sul n° 100 (uscito il 16 gennaio di quest'anno) il progetto «nacque alla fine dell’estate del 2005, quando un gruppo di compagni legati a varie situazioni di movimento all’interno della città si ritrovarono nella palazzina di via dei Mulini 29 che ospitava il Csa Godzilla e il Cp 1921» convinti della necessità di creare innanzitutto un nuovo strumento di comunicazione dal basso. Da lì la nascita di una redazione variegata (proveniente dall’esperienza di Indymedia alla Curva Nord, dal movimento antagonista al sindacalismo di base fino all’associazionismo culturale) che elaborò il nome e la testata di questo giornale che da dieci anni combatte e resiste contro le macerie sociali, culturali ed economiche della città. Dieci anni di quotidiano e costante lavoro volontario che ogni volta ha saputo superare le difficoltà materiali del momento, nella consapevolezza della sostanziale condizione di precarietà che ci contraddistingue come generazione. Quel numero 0 ad esempio doveva uscire la settimana precedente per Livorno-Empoli, nell'intenzione di ricordare la scomparsa di Emiliano Del Rosso capo storico dei Desperados Empoli, ma classici problemi di stampa fecero slittare l'esordio. Uscirà dalla tipografia il 25 novembre.

La prima pagina del numero 0 (qui riprodotta) era naturalmente dedicata a spiegare lo scopo di questo periodico, «quello di far sentire a casa propria tutti quelli che vivono senza soste in questo territorio», come si legge nell'allora primo editoriale. Un giornale che si propone «di parlare in tutti gli spazi dove è possibile una discussione pubblica aperta, dopo le terribili trasformazioni che Livorno ha subito nell'ultimo quindicennio con la scomparsa delle grandi fabbriche, lo svuotamento del centro storico, la riduzione del governo del territorio ad amministrazione della rendita immobiliare e delle occasioni di investimento rapace e occasionale che generano lavoro precario, stressante e malpagato». La seconda pagina si apriva con un articolo sulla rivolta di Parigi scoppiata in seguito alla morte, il 27 ottobre a Clichy-sous-Bois di due adolescenti, Zyed Benna e Bouna Traoré, fulminati da un trasformatore all'interno di una cabina elettrica dove si erano nascosti per fuggire dalla polizia. Dalla periferia di Parigi si passava poi al racconto della decadenza del centro di Livorno con la testimonianza del Movimento Spazi Sociali sull’occupazione dell'ex cinema Odeon. Tutta la terza pagina era invece dedicata al tema della precarietà del lavoro con intervento del Collettivo Precari Autorganizzati sull'apertura del nuovo call-center (Telegate) di Guasticce che criticava i toni trionfalistici di istituzioni e sindacati. La quarta ed ultima pagina era poi dedicata alla rubrica Spalti Ribelli, una vera e propria doppia testata nata per dare voce alla Curva Nord, una delle più colpite dagli allora sperimentali strumenti di repressione e controllo che riducevano di fatto i diritti personali in optional. «Diffondere e sostenere questo giornale - dicevano in fondo al loro primo editoriale - è per noi importante perché significa cambiare definitivamente gli equilibri ai quali, da ultras e compagni, siamo stati forzatamente sottoposti».

Pubblicato sul numero 110 (dicembre 2015) dell'edizione cartacea di Senza Soste

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