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Il Newroz curdo, per Kobane

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sini 1Decine di migliaia di persone si sono radunate sulla spianata nei pressi del confine turco siriano per dare inizio ai festeggiamenti del Newroz (capodanno), la principale festività del popolo curdo.

Il Newroz ogni anno rappresenta una data fondamentale per la popolazione suddivisa tra i quattro stati in cui è frammentato il territorio abitato dai curdi, ovvero Turchia, Syria, Iraq, Iran.
Ogni anno migliaia di persone si radunano in tutti i principali centri abitati del Kurdistan, ma quest’anno la liberazione della città di Kobane ha reso il Newroz una data di fondamentale importanza per tutta la popolazione che ha sofferto la crudezza della battaglia di Kobane sulle due sponde del confine.
Il movimento curdo ha deciso di iniziare i festeggiamenti proprio qui per sottolineare la continuità con le attività susseguitesi in tale zona, in supporto alla resistenza nel Rojava.

Un grande palco ornato dai colori del Kurdistan è stato posizionato a poche decine di metri dalle macerie della città di Kobane, davanti a decine di migliaia di persone provenienti da tutta l’Anatolia. Da li, durante il  concerto di alcuni gruppi musicali curdi, si sono susseguiti gli interventi di Hertugrul Kurtucu, portavoce del HDP, maggiore partito del Kurdistan turco ed un importante videomessaggio da Kobane di un comandante delle YPJ, milizie femminili di autodifesa del popolo.


In tutti gli interventi è stata ribadita l’importanza della giornata e la necessità di continuare con le attività di solidarietà all’esperienza della Rojava, per arrivare ad una liberazione di tutto il Kurdistan, dell’Anatolia e della Mesopotamia.

Le donne ed in particolar modo le giovani hanno dominato le prime file con i loro sgargianti vestiti tradizionali, le pettorine e le foto d’ogni di Ocalan, scandendo slogan in supporto alla resistenza e per la libertà dello storico leader curdo.

Tra il mare di tricolori rosso giallo verdi, campeggiavano le bandiere di vari gruppi rivoluzionari dell’Anatolia che durante gli ultimi mesi hanno dato un notevole contributo alla liberazione di Kobane, grazie alla loro presenza lungo la linea di confine. Tra esse spiccavano le bandiere di “Partizan” e della “DAF (Azione rivoluzionaria anarchica)”. Questi sono i due gruppi che hanno portato un notevole contributo nei villaggi frontalieri, tramite una presenza continua nei territori di confine, utilizzando pratiche di solidarietà attiva che hanno permesso alla resistenza delle YPG/YPJ di non rimanere isolata e di cacciare l’ISIS da Kobane nonostante le continue pratiche repressive dell’esercito turco. In particolar modo la DAF, grazie ad una presenza storica in quei territori, ha avuto un ruolo fondamentale nell’allacciare rapporti di solidarietà tra le popolazioni locali ed il resto dell’Anatolia.


Era presente anche la Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia che con la sua piccola delegazione ha portato l’affetto e la solidarietà dei compagni italiani impegnati nei progetti per la ricostruzione di Kobane e di supporto ai campi profughi. C’è grande attesa per il discorso di Ocalan che verrà diffuso il 21 marzo a Diyarbakir, la principale città del Kurdistan turco. Sarà un intervento storico perché è la prima volta che sarà possibile ascoltarlo in un’occasione del Newroz da quando è stato arrestato e messo in isolamento ad Imrali, isola di fronte ad Istanbul, nel lontano 1999.


Dietro al palco si vedeva salire il fumo nero dalla città di Kobane, a testimonianza del fatto che anche durante i festeggiamenti del Newroz la battaglia per la liberazione del territorio attorno alla città continua incessante e nelle parole della popolazione c’è una grande speranza che la vittoria di Kobane sia il preludio per un futuro di libertà per tutto il Medio Oriente.

Giacomo Sini e Massimiliano Denaro dal confine Turchia-Siria, Kurdistan
17 marzo 2015

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