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Intervista esclusiva a Filippo Nogarin, sindaco di Livorno

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Intervista esclusiva al sindaco Nogarin su Nuovo ospedale, ex Trw, Chiccaia, tagli, partecipate, stipendi, partecipazione, elezioni regionali e altre questioni, pubblicata su Senza Soste n. 103 uscito il 20 marzo scorso.

Intervista a Filippo Nogarin, sindaco di Livorno

nogarin senza sosteCome redazione di Senza Soste abbiamo chiesto al sindaco Nogarin un'intervista. Lo abbiamo fatto per due principali motivi: il primo perché è sotto gli occhi di tutti, e dentro le statistiche, che la città stia attraversando una profonda crisi occupazionale e sociale, secondariamente perché le scelte che verranno fatte in questo periodo sono fondamentali per il futuro della città o per il suo definitivo affossamento. Qualche anno fa avemmo un contatto informale con l'ex sindaco Cosimi per un'intervista, ma probabilmente la poca fiducia reciproca non permise di concretizzare. A differenza del passato, quindi, abbiamo scelto di fare una richiesta “formale” al sindaco in carica, non certo per sostegno politico o voglia di scoop, ma perché riteniamo che questa amministrazione, nonostante limiti e difetti che ognuno potrà valutare nella sua esperienza quotidiana, abbia necessità (e possibilità) di confrontarsi, e a differenza delle precedenti amministrazioni ha “mani libere” e non deve rispondere direttamente a poteri o sistemi di potere consolidati e incancreniti di questa città. Siamo andati quindi nell'ufficio del sindaco e abbiamo fatto due ore di intervista. Le domande da fare sarebbero state molte di più ma in questa prima intervista abbiamo puntato su quelli che consideriamo i temi più caldi e attuali oppure le critiche più frequenti a questi primi 10 mesi di mandato. Purtroppo per motivi di spazio quella che potete leggere è una sintesi e in certi passaggi una semplificazione, ma speriamo che possa servire a chi ci legge come un promemoria e una bussola per riuscire a tirare le somme tra quattro anni oppure per valutare meglio alcuni passaggi che ci saranno nei prossimi mesi.        

La variante anticipatrice è passata con molti mal di pancia, anche legittimi, della maggioranza. Come pensate ora di fermare quelle parti del Piano Regolatore Portuale che ritenete a rischio speculazione?

Nel braccio di ferro che ho avuto con Rossi ho cercato proprio di portare a casa un accordo in questo senso. Alla fine ce l'ho fatta ma sia chiaro che si tratta di un accordo politico e che quindi oltre a me e la mia maggioranza, dovrà essere la volontà della città, a farlo rispettare. Ho ottenuto che ci sia un tavolo tecnico con Regione e Autorità Portuale per rivedere quelle parti di Prp a rischio di diventare una Porta a Mare 2. E nei protocolli firmati ho fatto inserire operazioni importanti per la valorizzazione della città come lo spostamento del depuratore per rilanciare la Venezia e l'abbattimento del Ponte Santa Trinita per valorizzare la Fortezza Vecchia e i fossi. Siamo in gioco e dobbiamo farci rispettare. Infine ho ottenuto anche che i milioni anticipati dalla Regione per quella che doveva essere la nuova viabilità per il nuovo ospedale non vadano restituiti ma utilizzati per la viabilità prevista.

Dopo il no al nuovo ospedale, tutti ora aspettano l'alternativa.

Intanto voglio precisare una cosa. I famosi 100 milioni o più della Regione che venivano sbandierati non ci sono e non ci sono mai stati. E per chiarire questo aspetto siamo partiti in nove da Livorno per andare a confrontarci con l'assessore regionale alla sanità Marroni. Quell'ospedale si sosteneva finanziariamente sul project financing, cioè i privati, e la vendita del patrimonio immobiliare Asl.

Certo lo sappiamo. Però un'alternativa serve e tutti se la aspettano in tempi dignitosi.

I nostri uffici stanno lavorando sul vecchio piano Mariotti in collaborazione anche con l'Osservatorio delle Trasformazioni Urbane. Mi prendo la responsabilità di dire che con una riqualificazione energetica e architettonica, l'ospedale di viale Alfieri può diventare funzionale alle nostre esigenze perché è un ospedale nato dalla genialità di un “visionario” come l'ingegner Costa.

Disastro abitativo. Ogni giorno la città è sull'orlo di esplodere socialmente sul problema degli sfratti. Cosa pensate di fare? Partiamo dal palazzo della Chiccaia.

Sulla Chiccaia ci sono diversi aspetti da valutare. Non è un palazzo con problemi strutturali ma è un palazzo in cui la qualità della vita è bassissima e dove ci sono problemi di umidità essendo appoggiato direttamente in terra. Razionalmente andrebbe buttato giù e rifatto.

Però fino ad oggi quando si è buttato giù non si è mai ricostruito, e se lo si è fatto è avvenuto con anni di ritardo e con un saldo di abitazioni negativo che la città non può permettersi.

Vero. Serve un percorso che faccia da volano. Un percorso partecipato di riqualificazione urbana. Il problema è trovare uno spazio transitorio che tamponi l’emergenza. Bisogna vedere se si riesce a trovare delle strutture e degli spazi dove poter gestire la fase di transizione di tutti quei palazzi che andrebbero rifatti nei quartieri da riqualificare. Capisco anche chi mi dice che meglio alla Chiccaia che in macchina o sotto un ponte.

Allora rimarrà in piedi?

La Chiccaia resterà in piedi finché non avremo altre soluzioni.

Non si può nemmeno ricondurre il problema delle occupazioni solo alla legalità, perché qui esiste un problema di diritti, di giustizia e di disastro sociale.

Noi non vogliamo schiacciare tutto sotto l'egida della legalità e anche ai tavoli istituzionali con la Prefettura cerchiamo sempre di dare priorità ad altri aspetti. Abbiamo mandato anche delle osservazioni in quel senso alla legge regionale Saccardi che penalizzava in modo impietoso certi soggetti e le occupazioni. La casa è un diritto e su questo non ci piove. Però sia chiaro che cercheremo di essere inflessibili contro i furbi con macchinone e I-Phone, e chi sfrutta certe situazioni per avere privilegi o chi li ha ereditati dalla famiglia.

La questione dei furbi col Suv e la casa popolare si vende bene al popolo. È un fenomeno che esiste ed è giusto combattere ma quantitativamente è marginale e non risolve il problema. Quale idea di edilizia pubblica avete?

Nella gestione, spesso clientelare, e piena di inefficienza dell'Erp (Edilizia Residenziale Pubblica), il disastroso Pd su una cosa ha ragione: che il sistema di gestione e manutenzione del sistema Erp è diventato economicamente insostenibile. Il problema a cui bisogna rispondere, e a cui il Pd e Renzi non hanno intenzione di farlo, è di trovare un'alternativa.

Quale sarebbe allora la discontinuità col Pd?

Per me serve un sistema integrato tra patrimonio pubblico, canoni concordati ed emergenza abitativa, ma soprattutto abbassare i costi degli affitti attraverso un sistema di supertassazione per coloro che accumulano immobili e appartamenti e li tengono sfitti. Lo stesso per chi ha fondi commerciali. Cosicché dopo due anni è più conveniente affittarli a prezzi bassissimi che tenerli vuoti. Invece come proposta per l'emergenza casa vorrei lavorare sulla Torre della Cigna che giace lì inutilizzata e invenduta. E sto lavorando anche con Esselunga per il conferimento di alcuni immobili.

Cosa c'entra Esselunga?

I palazzi accanto al supermercato Magenta2 (ex Fiat) che ora sono scheletri, una volta terminati potrebbero essere conferiti al Comune. Rientrerebbe in quella parte di accordo con Esselunga per cui, riconoscendo che la grande distribuzione è deleteria per i quartieri e una serie di piccole attività, serve una serie di accordi affinché debba necessariamente attingere dai cicli produttivi territoriali ed interagire con il resto del piccolo commercio.

Su Esselunga ci torneremo nel prossimo futuro. Per concludere il discorso su emergenza casa e patrimonio pubblico, cosa ci può dire sull'acquisizione della Ex Caserma Del Fante e altro patrimonio demaniale?

Sulla Ex Caserma Del Fante la linea è quella dell'acquisizione e dell'autorecupero facendo un percorso che porti alla presenza di progetti con finalità sociale. Però voglio chiarire che il nostro percorso non potrà che essere all'interno della legalità nei confronti dei regolamenti a cui dobbiamo sottostare e della trasparenza nei confronti della città.

Passiamo alle note dolenti delle società partecipate in attuale emergenza. Partiamo da Ctt e trasporto urbano.

Il bando regionale che porterebbe ad un gestore unico del trasporto su gomma urbano ed extraurbano è continuamente rimandato e ciò fa già capire che il percorso non convince molti. La nostra volontà è uscire da quel percorso e la mia pressione verso Ctt per ottenere i dovuti 22 nuovi autobus urbani, va in quel senso. Il Ctt avrebbe voluto darmi i bus extraurbani ma io mi sono impuntato per avere quelli per il trasporto urbano.

Passiamo ad Aamps e l'ingresso in Reti Ambiente.

Aamps è stata fino a ieri l’elemento con cui si è creato il consenso elettorale di questa città. Aamps è in difficoltà finanziarie, inutile negarlo. Da poco si è insediato un nuovo management che ha due obiettivi primari: ridurre i costi attraverso la reinternalizzazione di alcuni servizi e la valorizzazione di strutture come i laboratori che sono un fiore all’occhiello e le officine che puntiamo a far diventare un servizio per tutte le partecipate del Comune ottimizzando i costi con economie di scala. Su Reti Ambiente ci siamo convinti che non è un problema entrarci. Sicuramente non ci entreremo con l'obbligo di costruire un nuovo inceneritore o di fare la terza linea al Picchianti. Spero che a breve potremo dare maggiori dettagli.

Sul Comune aleggia da anni il buco misterioso di Spil. Cosa ci può dire?

Su Spil posso dire che cesserà di essere un'azienda immobiliare a cui venivano conferiti terreni e immobili del Comune per poi usufruire di cambi di destinazione d'uso e incassare da queste speculazioni immobiliari. Spil tornerà a fare l'azienda vera e ci concentreremo sull'attività dei parcheggi con la quale l'azienda si finanzierà. E accanto a questa attività vorremmo che Spil diventi il soggetto che gestisce le attività di start-up di aziende sul territorio e lo faccia dentro l'ex Delphi ed ex Trw, nel Polo Tecnologico.

A proposito, cos'è questo Polo Tecnologico di cui si parla insieme alle bonifiche e ad alcuni pare solo un sogno?

Nell'era post-industriale Livorno non può pensare di fare a meno di ricerca e sviluppo in settori strategici. Io penso che questa città abbia i cervelli, le strutture e le capacità per puntare a due settori specifici: il primo è quello di polo del gas Gnl. Livorno può diventare un polo europeo per la riconversione e il rifornimento dei motori delle navi a Gnl come ha indicato anche l'Unione Europea. Ma per fare questo serve il bacino grande a Porta a Mare. Non le villette che anche tanti sindacalisti difendono. Il secondo settore su cui specializzarsi sarebbe quello della sensoristica e del business degli “open data”: dal monitoraggio del traffico a sistemi dimmerabili (attenuazione graduale della luce) di energia nelle strade pubbliche. Queste cose per ora non le fa nessuno, ma è un settore in incredibile espansione nel prossimo decennio.

Appalti e servizi esternalizzati. Come pensate di tutelare tutti quei lavoratori che operano in appalti e servizi banditi dal Comune e dalle partecipate e che sono poco tutelati e sempre in balìa dei rinnovi di appalto? La clausola di salvaguardia del posto di lavoro ci pare il minimo. Ma come pensate di intervenire per una maggiore tutela su professionalità e anzianità che fino ad ora non abbiamo visto?

Il nostro obiettivo è reinternalizzare i servizi dove si può. C’è, in questo periodo storico-economico-politico, un percorso di speculazione tramite le esternalizzazioni (o a volte tramite privatizzazione). Purtroppo questo è anche causa del Patto di Stabilità. Io sono per il pubblico ma devo fare i conti con le normative che impongono tagli. La normativa sugli appalti non mi permette tutte le tutele su contratti e anzianità anche se sarebbero giuste. E il Jobs Act complica tutto.

Ma abbiamo visto che laddove i lavoratori lottano e fanno emergere il problema e interviene il sindacato, poi alla fine qualcosa sugli appalti si ottiene.

Da una parte posso tutelare il lavoratore, ma dall’altra non ho soldi e quindi posso al massimo spostarli per queste tutele, ma sottraendoli da altri servizi. La vera lettura politica è che Renzi si è scordato di cosa voleva dire fare il sindaco: la spending review la sta facendo a spese dei servizi ai cittadini passando dalle Pubbliche Amministrazioni e non dai costi della politica, quella vera di Camera, Senato, Parlamento.

A proposito di reinternalizzazioni. I tagli al sociale hanno lasciato molti dubbi così come il fatto che gli uffici comunali che dovranno occuparsi di alcuni servizi siano in grado di farlo.

I tagli al sociale, cioè ai soggetti che gestivano alcuni servizi, Caritas e Arci in primis ma anche altri, sono l'inizio di un percorso che vuole cambiare un approccio al problema evitando valanghe di assegnazioni dirette di servizi e soldi per il sociale e riportando tutto sotto l'alveo dell'amministrazione, naturalmente con la possibilità di interagire con soggetti esterni e insieme alla città.

Certo, ma qui si parla di persone con problemi reali e quotidiani e se pensiamo alle unità di strada, allo sportello migranti, alle caselle di posta per i senzacasa o alla gestione di servizi per indigenti, vediamo che a quel sistema che non vi piaceva o che ritenete funzionasse male o fosse troppo costoso e poco trasparente, ora si rischia che per un periodo non ci sia nulla o meno di prima. E su certe persone deboli non ci sono esperimenti che possono prevedere periodi di transizione.

Sappiamo che abbiamo intrapreso un percorso rischioso. Ma non potevamo continuare come prima. Per motivi di bilancio e perché era diventato un sistema fuori da ogni controllo e senza una visione di insieme ma con una logica di spacchettamento. Il nostro elettorato ci ha dato mandato di smantellare un sistema, noi abbiamo fatto questo e adesso dobbiamo ricostruirlo insieme alla città.

Passiamo ora ad alcune domande che riguardano, a nostro avviso, alcune parti disattese del vostro programma elettorale o che comunque hanno generato molti malumori in città. Il primo sono gli strumenti di partecipazione, che certamente non possono esaurirsi nei meet-up come qualcuno dei 5 Stelle ha detto.

È vero. Sugli strumenti di partecipazione ci sono stati ostacoli, dovuti ai tanti impegni da parte di tutti, ma posso assicurare che da parte dell'amministrazione c'è sempre stata tanta disponibilità ad ascoltare tutti.

Ma quello che conta sono gli strumenti, non gli atteggiamenti…

Stiamo affinando tecnicamente un sistema per un modello di referendum partecipativo attraverso una tecnologia che usa codici e cellulari. Dobbiamo ora testare la sicurezza del sistema contro fake o altre truffe. Poi naturalmente servirà un regolamento comunale a cornice di questo. Stiamo sperimentando. Inoltre è in campo il percorso partecipato su Borgo e Porta a Mare a cui spero partecipino in molti.

Tagli agli stipendi della giunta del 10%. È stato un vostro cavallo di battaglia ma alla fine fate una donazione volontaria ad una associazione, Reset, che è sotto il vostro controllo. L'autotassazione per le proprie organizzazioni è un sistema che esiste da decenni in molti partiti dove arrivavano anche al 50%. Dov'è quindi la novità?

Intanto c'è da premettere che noi rinunciamo al nostro stipendio da amministratori che non è certo quello che percepiscono al Governo, Parlamento e Regione.

Ma la campagna sugli stipendi l’avete fatta voi, non chi ha dubbi sul vostro sistema.

Abbiamo deciso di fare la donazione volontaria ad una nostra associazione per evitare che i soldi finissero nelle maglie dell'amministrazione e fossero spesi a copertura di atti che facevano perdere il senso della nostra scelta. Per quanto riguarda l'associazione, è stato solo uno strumento, una volta che raggiungiamo un buon budget faremo un tavolo partecipato per deciderne la destinazione. A noi basta che quei soldi vadano a finire in progetti concreti che possono tamponare alcune situazioni gravi.

Un'altra cosa che molti si aspettavano fin dalla vostra vittoria era l'apertura dei famigerati cassetti. Avete trovato qualcosa o no? Se sì, cosa?

Abbiamo trovato cose interessanti. Stiamo lavorando per far sì che si metta in sicurezza un percorso per evitare che a causa di scelte del passato folli, si mandi in fallimento il Comune.

Ultima domanda. Tra poco più di 2 mesi ci saranno le elezioni regionali: pensa che un eventuale cattivo risultato elettorale potrà avere ripercussioni sulla giunta o la maggioranza?

No. E vi dico perché. Intanto perché il nostro Movimento penso non sia strutturato per un ente intermedio come le Regioni. A mio avviso possiamo avere buoni risultati a livello nazionale come abbiamo avuto alle ultime elezioni oppure possiamo crescere a livello amministrativo nelle città. Ma il livello regionale lo conquisti col tempo e con l'esperienza amministrativa. Io procedo tranquillo nel mio lavoro, non tiro le somme dopo 10 mesi dalla vittoria in una città che veniva da decenni di monocolore. Non penso nemmeno che ci possano essere problemi con la giunta o i consiglieri. Con loro semmai i problemi sono altri ma è anche naturale perché i ruoli che abbiamo sono diversi. È normale che io tenga sempre una posizione e un profilo di equilibrio istituzionale mentre nella mia maggioranza a volte ci sono tendenze ad entrare a gamba tesa nei problemi e nelle discussioni. Comunque chi non ci vuole bene dovrà sopportarci ancora qualche anno.

Pubblicato sul numero 103 dell'edizione cartacea di Senza Soste (uscita il 20 marzo 2015)

 

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