Wednesday, Aug 16th

Last update:03:43:25 PM GMT

You are here:

Distichós, l'esordio solista di Marina Mulopulos

E-mail
Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

mulopulosLa cantante italo greca, Marina Mulopulos, vera e propria sperimentatrice vocale, torna questo giovedì 10 marzo al Teatrofficina Refugio per la presentazione del suo primo album solista, Distichòs. Accompagnata da Paolo del Vecchio, responsabile degli arrangiamenti e chitarrista del disco, Mulopulos ha portato già  il suo ultimo lavoro su importanti palcoscenici, dalla rassegna delle Musiche Attuali, iWorld di Roma, al Musicultura World festival di Olbia, raccogliendo l'€™attenzione e il plauso della critica. Di seguito alcune domande in vista del suo prossimo concerto in città.

Marina, qual è¨ il tuo primo ricordo legato alla musica e più nello specifico, quando e come hai iniziato a cantare?
Il mio primo ricordo legato alla musica è legato all'infanzia,avevo circa cinque anni, mia zia, (sorella di mio padre) mi faceva ascoltare molti vinili di musica classica e mi innamorai del "Notturno" di Chopin, da lì iniziai a sviluppare la passione per il pianoforte e lo iniziai a studiare dai 7 ai 15 anni. Anche mio padre ci ha sempre stimolato musicalmente, molto spesso con le mie sorelle cantavamo brani greci (moderni e rebetici) armonizzandoli a più voci...

Come è avvenuto il primo contatto con le possibilità  della sperimentazione vocale?
Guardando un tramonto,sul monte di casa mia. Ero piccola...avevo 9 o 10 anni. Questo tramonto mi fece piangere e mi venne spontaneo di fissarlo in un suono che lo riassumeva musicalmente, quasi come uno scatto fotografico. Questo è stato il mio primo passo consapevole...

Quanto influiscono le tue radici greche nella tua scrittura? che rapporto hai con la musica tradizionale?
Non moltissimo: influiscono a livello familiare come ricordi, ma non a livello di tradizione musicale. Scrivo in greco perchè quando penso una melodia, il primo cantato (che a volte appare insieme) che mi viene spontaneo è in greco e spesso parla di speranze, desideri, equilibri...Sicuramente influisce il pensiero che ho della Grecia costante,ma non la musica greca tradizionale che, adoro (in particolare la rebetika dei primi del novecento) ma che non mi ispira in alcun modo per la scrittura.

Hai all'attivo importanti collaborazioni. Come scegli i tuo partner musicali?
Spesso sono stata chiamata,vado molto a sensazione. Non ho collaborato con tutti i musicisti che mi hanno contattata. Senz'altro cerco di capire se musicalmente c'è empatia, se c'è un obbiettivo comune, un "filo rosso" che  mi lega a loro, e quando è così accetto...

Il tuo primo disco solista ha ricevuto grande attenzione da parte della critica. In cosa differisce dai lavori precedenti, in senso tecnico e intimo?
Tecnicamente è un lavoro semplice ma molto complesso e a mio avviso arrangiato e suonato deliziosamente. Abbraccia molti mondi musicali ed è il mio primo vero disco world. E'ƒˆ il primo concepito da me e senz'altro il primo che tecnicamente, a livello di ricerca vocale e di sperimentazione abbraccia le tante voci che sento di avere per comunicare musicalmente ma in maniera moderata e ben calibrata, cosa che in passato forse non era successa. E'ƒˆ il primo da solista, la collaborazione con Paolo poi è stata molto forte a livello empatico appunto ed è raro condividere lo stesso mondo interno musicale al primo disco.

Per Senza Soste, Vita Fini Rognoni

8 marzo 2016

AddThis Social Bookmark Button

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy..

Accetto cookies da questo sito