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“..esattamente quanto costa amare un centro sociale”

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99_posse_teatrino_93_ModVenerdi 21 dicembre 2012 sono tornati ad esibirsi a Livorno i 99 Posse. Riuniti, dopo un momentaneo scioglimento, nel luglio 2009, i 99 Posse in questi mesi stanno portando in giro il loro ultimo progetto “Cattivi Guaglioni” pubblicato a metà ottobre 2011, a vent'anni esatti dalla loro nascita (9 ottobre 1991) come gruppo espressione dell'allora neonato Centro Sociale Occupato Autogestito Officina 99 di Napoli. Ventanni.. già, vent'anni.

Non era da così tanto che i 99 Posse non suonavano nella nostra città, ma era da quasi vent'anni che Luca Persico, Marco Messina, Massimo Jovine (e la loro posse) non si esibivano a Livorno su un palco di uno spazio occupato.

L'8 gennaio del 1994 l'allora ruspante Posse (conosciuta per il disco di lancio Curre Curre Guagliò, e soprattutto grazie al film Sud di Salvatores al quale fanno insieme ad altri da colonna sonora) dette vita, legandosi inevitabilmente alla storia sociale della città, ad una storica esibizione sul palco del Teatrino delle Commedie di Via Maria Terreni (quello che negli ultimi anni è rinato come Teatro C), all'epoca abbandonato dall'amministrazione comunale ed occupato (proprio in questo periodo) dall'allora movimento spazi sociali che lo fece vivere riaprendolo liberamente alla città per circa venti giorni (ovvero per tutto il tempo dell'occupazione, ovvero fino allo sgombero del 9). Un concerto storico, ricordato come tale non certo per la qualità dell'impianto d'amplificazione o per la performance in se (per quanto non mancano ricordi sul Suncchecck del giovane Zulu), ma proprio in quanto evento partecipatissimo dal tessuto giovanile di una Livorno già lambertiana e post-comunista che da quell'evento e da quella occupazione (importante e decisiva, nel bene e nel male, come snodo cruciale per l'allora movimento) direttamente o indirettamente è stato positivamente influenzato. Centinaia e centinaia di persone.

99_posse_teatrino_93_campo_lungoUn evento che è stato raccontato anche in un documentario della Antony Perkins Production, storica “firma” delle autoproduzioni audiovisive made in Leghorn: “Oltre il sipario… Storia di un teatro liberato”, curato da Enrico Pompeo e Alessandro Barbadoro. Un video ormai raro, corroso dal tempo e dai vari passaggi di vhs in vhs, dal quale siamo riusciti ad estrapolare (grazie alla APP) alcuni fotogrammi (degni come qualità e nitidezza d'immagine dei primissimi giochi del C64) proprio di quella esibizione, tra i quali naturalmente quello scelto per aprire questo contributo per il nostro sito.

Un contributo che se da una parte anticipa il ricordo di un ventennale sul quale ci soffermeremo e approfondiremo con apposite iniziative tra gennaio e febbraio del 2013, dall'altro sottolinea ancora una volta l'importanza di una pratica come quella dell'occupazione che libera spazi ed energie, di generazione in generazione, innescando cortocircuiti virtuosi nel sistema di omolagazione, abbrutimento, rassegnazione che caratterizza la gestione politico e sociale di questo territorio da ormai troppo troppo tempo. Una pratica affatto scontata, che non porta niente in tasca (se non qualche sgradita carta bollata) ai militanti ed alle militanti che scelgono liberamente di attuarla, verso i quali tutti i cittadini e le cittadine che brontolano tanto ma che poco si attivano (se non magari solo quando ci sono bandi, risorse, finanziamenti e/o visibilità politica) dovrebbero sempre portare rispetto.

Dal Teatrino al Godzilla, dal Refugio all'ex Caserma, passando per le macerie della ex Fiat, degli ex Cinema Odeon e Gran Guardia, buone feste, buon anno a tutti  e cento di queste occupazioni.

Si può vivere una vita intera come sbirri di frontiera
in un paese neutrale, anni persi ad aspettare
qualcosa qualcuno la sorte o che ne so la morte
ma la tranquillità tanta cura per trovarla
sì la stabilità un onesto stare a galla
è di una fragilità guagliò
è di una fragilità guagliò
forse un tossico che muore proprio sotto al tuo balcone
forse un inaspettato aumento d' 'o pesone
forse nu licenziamento in tronco d' 'o padrone
forse na risata 'nfaccia 'e nu carabiniere
non so bene non so dire come nasca quel calore
certamente so che brucia so che arde so che freme
e trasforma la tua vita no tu non lo puoi spiegare
una sorte di apparente illogicità
ti fa vivere una vita che per altri è assurdità
ma tu fai la cosa giusta te l'ha detto quel calore
che ti brucia in petto è odio mosso da amore
da amore guagliò
Curre curre guagliò

per senzasoste.it

Lucio Baoprati


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