Tuesday, Jan 22nd

Last update:03:43:25 PM GMT

You are here:

Intervista ai Virginiana Miller in occasione dell'uscita del loro nuovo album: Il primo lunedì del mondo

E-mail
Valutazione attuale: / 15
ScarsoOttimo 
ilprimoluneddelmondoEsce domani, martedì 9 marzo, per l’etichetta ZAHR/Altrove il nuovo disco dei Virginiana Miller, Il Primo lunedi del mondo, distribuito in tutti i negozi da Edel. Il Primo Lunedì del mondo è il quinto album in studio del gruppo nato a Livorno nella metà degli anni ’90, il cui brillante esordio discografico è nel 1997 con Gelaterie sconsacrate (Baracca&burattini/Sony). Segue due anni più tardi Italiamobile (1999 Baracca&burattini/Sony) che chiude il millennio. Poi (dopo il disco live Salva con nome del 2002) altri due grandi album: La verità sul tennis (2003 Sciopero Records/ Mescal/Sony) e Fuochi fatui d'artificio (2006 - Radio Fandango/Edel).
In occasione di questa nuova uscita abbiamo fatto al gruppo alcune domande. Hanno risposto  a nome di tutto il gruppo (che ringraziamo) Simone Lenzi (autore dei testi e voce dei Virginiana), Valerio Griselli (storico batterista) e Daniele Catalucci (bassista del gruppo dal maggio del 2000).
Buona lettura e naturalmente, buon ascolto. 
Dopo una certa attesa finalmente esce il vostro nuovo disco Il primo lunedì del mondo...
Tre anni: è un tempo lungo, sì. In realtà saremmo stati pronti prima, non è dipeso da noi. Saremmo potuti uscire un anno fa. (Simone) 
Avete trovato delle difficoltà a farvi pubblicare il disco?
Sì, e nemmeno poche. Tutti sembravano avere altri progetti. Progetti in cui non c'era posto per noi. La major sono notoriamente impegnate 'in tutti i laghi e in tutti luoghi', le indipendenti invece si occupano del 'paese reale'. Visto però che noi veniamo dalla luna e siamo direttissimi altrove, era difficile collocarci. Comunque, cazzi loro, and pardon my french.  Noi un pubblico che compra i nostri dischi ce l'abbiamo, altri non possono dire lo stesso. Quando siamo andati con la Zahr a parlare con Edel per la distribuzione, hanno accettato subito. E poi,  in fondo, siamo un'isola anche noi: uscire per un'etichetta sarda ci piace. (Simone)

 

Come funziona il mercato discografico in questo momento?

Il mercato discografico non funziona proprio. E' un'appendice accessoria di quello televisivo. Devi passare per un reality show se vuoi visibilità. E' una scelta suicida, ma perfettamente in linea con la povertà etica ed estetica di questo tempo. Venti anni di telemassoneria, venti anni del suo braccio armato, Maria 666 De Filippi, danno questi frutti. (Simone)
virginianasvegliSiete al vostro 5° album... quali sono gli elementi di continuità e quelli di discontinuità, se ci sono, tra Il primo lunedì del mondo ed il vostro splendido disco d'esordio Gelaterie sconsacrate?
Il primo elemento di continuità siamo noi stessi e il modo di approcciare le cose. Il fatto che non abbiamo mai preso in giro nessuno, che non abbiamo mai posato. Abbiamo scritto canzoni con la presunzione che bastassero a se stesse. All'inizio, per esempio, dicevano che eravamo un 'gruppo maledetto': noi un gruppo maledetto? se avessimo voluto giocare su quella linea avremmo evitato di andare al mare e predere colorito l'estate, magari ci saremmo fatti foto in bianco e nero e avremmo assunto un'aria da reduci. Ma noi non siamo maledetti, è la vita che è maledetta, a volte. Noi non stiamo dalla parte dell'inferno, ma, se esiste un Dio, temiamo che a volte si diverta col cabaret: la sua gag più divertente siamo noi esseri umani.  Non abbiamo mai fatto un passo in quella direzione di sputtanamento generale verso cui tanti si si affrettano. Siamo qui, facciamo le nostre cose, chi vuole venire è il benvenuto. (Simone)

A cosa allude  il titolo di questo nuovo album?

E' il verso di una canzone dell'album. Forse allude all'idea che abbiamo voglia di fare e di suonare come se fosse la prima volta che accendiamo un amplificatore. Da un punto di vista personale allude al fatto che mi sono lasciato alle spalle un lungo periodo di depressione. Questo disco per me è stata una terapia e uno scopo. (Simone)
Il Primo Lunedì del Mondo ha per me differenti connotazioni; rappresenta ovviamente un primo passo deciso verso qualcosa di nuovo. Musicalmente invece penso sempre ad un accordo inaspettato, sorprendente, contrario alle aspettative ma assolutamente piacevole e in armonia con ciò che voglio. Da un punto di vista concettuale credo che questo titolo sia la naturale risoluzione e realizzazione de L'estate è finita, di Gelaterie Sconsacrate. Un po' come se, senza volerlo, le avessimo trovato un finale che diviene però un nuovo inizio. (Daniele)

I vostri dischi, i vostri testi sono sempre stati evocativi di immagini e di immaginari...

Non abbiamo mai avuto l'urgenza di mostrare che siamo bravi. quindi per fare un disco bisogna trovare noi per primi un'ispirazione. Decine di idee restano nel cassetto se non hanno la forza di arrivare al disco. quelle che passano sono capaci di suggerire qualcosa a noi, e probabilmente, anche a chi le ascolta. questo per ciò che riguarda la musica. Riguardo ai testi invece, gli aggettivi "poetico" ed "evocativo" sono talmente abusati da non significare niente. Spesso si confonde 'poetico' con le diarree verbali di chi, per non usare "amore", "cuore", "anima" e "gabbiano", si picca a infilare in una canzone paroloni difficili mutuati da qualche lettura distratta fatta sul vaso. Simone scrive testi, e li scrive BENE. tutto qui.  (Valerio)
Voglio risponderti chiaro e forte: la canzone è un'arte popolare. Detto questo, dipende poi da che idea hai di 'popolo'. Il popolo che ho in mente io non è quello che si rincoglionisce alla tv, né quello il cui unico scopo è comprarsi un SUV. (Simone)

In questo disco c'è, rispetto agli altri, molto cinema...

Diciamo piuttosto che questo disco è in molto cinema. E' la pioggia che va fa parte della colonna sonora di Cosmonauta, il film di esordio di Susanna Nicchiarelli che ha avuto anche un bel premio a Venezia. L'Angelo Necessario fa parte della colonna sonora de La Prima Cosa Bella, che per me è in assoluto il più bel film di Paolo Virzì. Quando ho letto che in diverse zone d'Italia ha incassato più di quella palla insopportabile di Avatar ho goduto parecchio.  Di Acque sicure abbiamo fatto un video utilizzando scene del film che Paolo ha avuto la bontà di metterci a disposizione. (Simone)
Credo sia un aspetto onnipresente nella nostra musica, anche passata, dal quale non si scappa. Non facciamo niente a tavolino, semplicemente passiamo le serate a sentirci mentre mettiamo idee su idee. Cerchiamo di dare a Simone un'atmosfera già chiara sulla quale lavorare per costruire parole e melodia. Questo aspetto forse ci rende particolarmente cinematografici, il fatto cioè che si parta da un'atmosfera sonora che possa accogliere parole e immagini. (Daniele)
marcocasiniRecentemente avete avuto un cambio di formazione, ma il disco è stato registrato prima, con Marco Casini

Marco ha appeso la chitarra al chiodo, subito dopo le registrazioni: sua moglie aspetta il quarto figlio. Chiedergli di venire alle prove tre volte la settimana non era più praticabile. Ha fatto una scelta responsabile che penso gli sia costata moltissimo.
Al suo posto è entrato in pianta stabile Matteo Pastorelli, che il pubblico di Livorno conosce già bene. Ci aspettiamo grandi cose da lui. Prima di tutto perché è un ottimo chitarrista. Ha un suono inconfondibile... e poi perché è molto glamour e fico, come molte lettrici potranno confermare.. (Simone)

Com'è cambiata l'Italia, musicalmente e non, in questi 15 anni?

Il cambiamento è sotto gli occhi di tutti, il 98% della popolazione pensa che la musica che esiste in Italia sia quella che passa in tv e dico un dato di fatto, niente di nuovo. Il problema è che già Mtv riusciva a stento a far passare qualcosa che avesse un radicamento vero nella società, adesso con i vari X Factor, Amici ecc.. lo scollamento è totale.
Chi organizza queste cose è consapevole del potere mediatico che ha in mano e dovrebbe sfruttarlo meglio; intendo dire che a parità di risultati finali, la musica promossa e i messaggi dovrebbero essere eticamente più costruttivi, almeno rispetto a quello che artisticamente ha prodotto di magnifico questa nazione nella storia.  Se non crei un pubblico consapevole, se non lo educhi ad amare le cose che valgono alla fine non crei nemmeno quel mercato di cui hai fatto un dio. Alla lunga perché dovresti comprare dischi di merda fatti da gente che vivrà lo spazio di un mattino? (Daniele)

Come valutate la scena, se si può parlare di scena, musicale livornese?

Credo che ci siano una decina di gruppi molto bravi, coraggiosi e abbondantemente sopra la media. Sembrano pochi ma solo perché a Livorno c'è un tasso percentuale di gruppi/popolazione quasi pari a uno per famiglia. Credo che questa vocazione, che verso sedici anni ti prende per i capelli e ti tira verso gli umidi fondi sotto il mercato o verso il salotto della nonna ce la porteremo avanti per secoli ed è qualcosa di cui andare fieri. Almeno lì non c'è pericolo di un soffocante sovrappopolamento, la musica presa seriamente ti vuol vedere in faccia e di solito a 23 anni si capisce già chi continuerà, in una maniera o nell'altra, ad averci a che fare.
Un po' come allo stadio.... facile riempirlo il primo anno di serie A...  (Daniele)
(Red.)
Livorno, marzo 2010


AddThis Social Bookmark Button

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy..

Accetto cookies da questo sito