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Intervista di MusicalNews al livornese Alessio Franchini

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AlcunecosechehodadireCon i suoi compagni di viaggio Andrea Spinetti alla batteria e Alessio Macchia al basso si e' tolto grandi soddisfazioni. Il suo cd Alcune Cose Che Ho Da Dire sta andando bene. Se l'incontrate di persona, chiedetegli di cosa si ricorda del 3 Giugno 2008, quando era all'Hard Rock Cafe' di Parigi: su quello stesso palco si sono esibiti Mick Grondahl (bassista di Jeff Buckley) e Gary Lucas, il coautore di Grace e Mojo Pin...

Un bentrovato ad Alessio Franchini, musicista della costa labronica o di quella americana?
Ciao e ben trovato a voi. Direi decisamente labronica, almeno per adesso. Poi…chissà?…. avessi la possibilità di fare ogni tanto una scappatina di là per qualche “gig” non sarebbe male, magari attraverso un “oceano blu”
Partiamo proprio da questa tua esperienza nel nome di Jeff Buckley
Oddio!! quanto spazio ho?? ….andiamo per ordine: la prima risposta è facile e cioè “tanto”. Esperienze, sensazioni e ricordi decisamente intensi ma diversi. Prima di tutto perché a Parigi sono andato con la band ed era la mia prima occasione “fuori porta”, mentre invece a New York sono andato completamente da solo. La Francia poi è stata il paese che più l’ha amato in vita, memorabile il concerto a L’Olimpià (che sono andato a vedere ovviamente) proprio a Parigi, mentre in America non era così acclamato, ma NY è stata la sua città natale, musicalmente parlando. Quindi i due posti più importanti ma diversi....

Quanto e' bello suonare a Parigi o a New York? Qualche ricordo o aneddoto?
Ripensando a Parigi ricordo… l’entusiasmo: prendere un aereo con la chitarra e la pedaliera, vivere questa esperienza insieme ad alcune delle persone più importanti per me (Valentina, Andy Paoli e Alessio Macchia), andare a suonare all’Hard Rock Café dove avrei conosciuto Gary Lucas (co-autore di grace e Mojo Pin, i brani più rappresentativi di Jeff Buckley) e Mich Grondahl, il bassista di Buckley!! Incredibile. Tra l’altro scoprii là che c’era un po’ di attesa per noi perché eravamo gli unici in scaletta ad avere Grace…. La serata è andata alla grande. L’aneddoto? l’organizzazione fece sentire a Grondahl un mio live di Grace e lui propose di suonarla con me e il gruppo. Quindi avevo appuntamento con lui nel pomeriggio (!!!) per parlare di questa cosa. Lui poi arrivò tardi e disse che era meglio di no perché non avevamo provato niente. E’ stato comunque veramente alienante però conoscere e vedere per la prima volta una persona quasi mitologica e doverci parlare di suonarci insieme…..
New York è stato più complicato, ma sicuramente molto molto intenso: ero LÌ, ero lì dove è successo tutto. In questo caso le emozioni che si sono susseguite sono state molto diverse. Ho avuto una fase di rifiuto molto forte appena arrivato. Mi hanno salvato 3 ore alla St. Ann’s Church (dove ebbe luogo il tributo a Tim Buckley nel ‘91), non per questioni religiose ma di puro culto buckleriano. In questa chiesa, per la maggior parte del tempo sono restato da solo ed è stato come percepire qualcosa di intensamente spirituale: sono stato per molto tempo nel posto esatto dove suonarono i musicisti e Buckley stesso. La serata poi è stata un sogno: suonare con Gary Lucas, in duo, a New York, le loro canzoni… per anni ho visto un video di loro due suonare dal vivo in quel modo e io mi trovavo a vivere la stessa identica cosa….un sogno. E’ stato molto emozionante anche suonare un mio pezzo in italiano là (“Finestra di marmo”).

Alessio Franchini uomo e Alessio Franchini musicista: riescono le due realta' a vivere assieme? Quali hobby riesci a coltivare?
Devono convivere insieme. Per quanto riguarda gli hobby…no. Non ne ho. Per scelta. Lavoro e tutto il tempo libero che ho lo dedico a scrivere, suonare e lavorare per….farmi da manager. Non faccio praticamente niente neanche di sport, tenderò presto al larvismo.
E qui anticipo una tua domanda….”come lavori!!?? ma vorresti vivere solo di musica?” la risposta sarebbe ovviamente si, ma non senza una certa prospettiva. Per me suonare è pura passione e emozione e non riuscirei a scendere a compromessi con la necessità di guadagnare…. E poi lavorare mi da una enorme libertà: mi da la possibilità di scegliere….Scegliere di fare solo quello che voglio. e non è per niente da poco.

Hai avuto una esperienza per un Jesus Christ Superstar ed anche nel proporre la storia del blues: sono ormai persi nel passato o pensi che siano esperienze ancora attuali?
Non sono affatto persi nel passato, soprattutto il Blues Evolution. Mi piacerebbe molto poterlo portare in giro visto che è anche questa una mia creatura…. una creatura che condivido con Andy Paoli, un amico e uno dei migliori chitarristi che io conosca. Il Jesus è un amore consolidato da anni, oltre che uno dei migliori dischi mai pubblicati. Ho tanti bellissimi ricordi. Quindi ogni volta che ne ho la possibilità lo canto sempre molto volentieri.

Dice il nostro diretur Giancarlo Passarella che un artista come te e' un po' chiuso tra uno scoglio sulla darsena ed un pub italiano: cosa avra' mai voluto dirci?
… ah non lo so….dovremmo intervistarlo io e te insieme per saperlo. Magari quando lo vedo glielo chiedo. Se lo dice prima a te, fammelo sapere! Può darsi che abbia colto un mio desiderio, cioè di allontanarmi dallo scoglio, avere la possibilità di girare un po’ in piazze diverse e lontane da Livorno. Vorrei sinceramente provare a proporre la mia musica il più possibile e capire cosa potrebbe percepire la gente, se le emozioni che hanno creato questi pezzi arrivano in qualche modo e se si, come….Giancarlo sa che io non bramo né per “fare un disco” o per “trovare un’etichetta”…non me ne frega niente, è un meccanismo di business forzato e forzoso, ottuso e pigro che ora come ora non cerco….Sa che io vorrei suonare, ovunque… microfoni, cavi, casse, musica, voce, emozioni, sogni, realtà, condivisione, ricerca, passione…e tante altre cose. Sarebbe perfetto trovare qualcuno che avesse bisogno di un gruppo spalla. c’ero quasi riuscito con Barley Arts, ma poi non c’erano i soldi…almeno così mi hanno detto…

Cosa non va nel mondo delle musica in Italia in questo momento?
…. il disinteresse…il disinteresse della gente, il disinteresse delle etichette, di chi è nel business. E la superficialità, sempre di queste stesse categorie. Parlando con si sentono storie di etichette a cui ormai non interessa neanche più sentire cosa pubblicheranno. Propongono contratti alle agenzie e non con gli artisti… sono le agenzie poi a fare tutto. Sono persone che non amano la musica. Questo è disinteresse e per me è inconcepibile.

Da quale parte cominceresti a cambiare le cose?
Dalla gente, da chi ascolta la musica. “Riflettere”, una delle mie canzoni, parla anche di questo. la quasi totalità delle persone hanno ceduto alle sirene della futilità mediatica. Non c’è più ascolto e non c’è più ricerca dell’ascolto. Vedo solo gare a chi scarica di più, non importa cosa… basta poter dire di avere tot. mila canzoni o cd… la corsa al primato da poter citare e poter pavoneggiare con gli altri, tanto nessuno mai farà domande in merito. Quantità e non qualità. Ormai gli artisti sono stagionali e le canzoni mensili. Si scarica un pezzo e non l’album… una canzone e poi arriva quello nuovo. la conseguenza poi è che nessuno va più a vedere i concerti, anche perché conoscendo una sola canzone di un artista, un’ora e più di concerto “ti spaccano le palle”
Tutti gli altri operatori dell’indotto musicale restano un disinteressato e superficiale codazzo passivo.

Quali sono gli artisti che hai amato da giovane e quali invece quelli che segui ora con maggiore interesse?
In effetti non ho una distinzione così netta. Continuo a cercare e conoscere nuovi gruppi e nuovi artisti, ma ciclicamente torno a cose che ascoltavo tempo addietro. Non mi ricordo di avere abbandonato nulla. Vado veramente a periodi. Ascolto generi anche molto diversi. Non sopporto chi dice che ascolta e gli piace tutto…. non è possibile, credo che chi dice così non conosce buona parte della musica. In questo periodo comunque ascolto molto Nick Drake e Bon Iver.

Il tuo cd si intitola Alcune Cose Che Ho Da Dire: istintivo chiederti sia perche' un titolo cosi' laconico, ma anche quale titolo daresti ora ad un tuo prossimo disco...
In tutta onestà non so cosa vuol dire laconico ;-) se intendi che è essenziale….non so, non c’ho mai pensato. E’ sicuramente un punto di partenza, anche perchè se avessi già detto tutto, sarei tristemente arido.
Il mio prossimo disco? in realtà penso di dover fare ancora il mio primo vero disco!! Quindi la risposta è “non lo so” perché il concepimento porta al titolo. Sarcasticamente potrebbe chiamarsi Altre cose che ho da dire….Oppure potrei provare a dare un titolo a quello a cui sto pensando adesso: si intitolerebbe “Tutto potrebbe cambiare tra un secondo”, che in realtà è uno dei fondamenti della vita che si vive. A me è capitato spesso che mi sia cambiato tutto in un secondo. Infatti credo di aver imparato quante sovrastrutture inutili creino la società e gli schemi familiari: molto spesso diventano solo inutili privazioni o limitazioni.

Usiamo una macchina spazio/tempo: tu in quale epoca ti trasferisci e... perche'?
Romanticamente tornerei nel 1988 per essere alle porte di un periodo musicale che adoro e molto florido, in cui soprattutto sono state date delle possibilità a tanti artisti che oggi non emergerebbero mai: vorrei vivermi quel periodo più da vicino. Lo farei, in realtà, anche per poter rincontrare persone che non ho più. Avrei molto da perdere però tornando indietro a quel periodo, i miei amori e la capacità di scrivere cose che mi piacciono e che mi soddisfano. Da un po’ di anni scrivo ma per molto tempo quello che facevo non mi piaceva quasi per niente. Solo le cose degli ultimi 2 anni mi soddisfano, come le cose nuove su cui sto lavorando: è su questo infatti che voglio investire per cercare di condividerle con più gente possibile. Ci terrei, se possibile, citare i miei compagni di viaggio: Andrea Spinetti alla batteria e Alessio Macchia al basso.

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pubblicato su: www.musicalnews.com


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