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Fuori dalla gabbia: il Progetto Parterre

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parterrelogoIn questi ultimi mesi sulle pagine dell'edizione cartacea di Senza Soste (e poi anche qui sul nostro sito) abbiamo raccontato molti progetti culturali sviluppati a Livorno (arte contemporanea, letteratura, musica). Progetti sempre più spesso nati da un lavoro collettivo, dalla collaborazione sinergica di più persone e di diverse professionalità. Progetti che in molti casi sono legati e connessi al recupero di luoghi e spazi urbani: pensiamo all'intervista con lo scultore Federico Cavallini (autore di un’opera sul Moby Prince che troverà finalmente spazio in Fortezza Nuova) o a quella con il Collettivo Miranda ad esempio.

La dimensione collettiva ed il rapporto con uno spazio urbano da riqualificare sono due elementi che ritroviamo anche in un interessante quanto ambizioso progetto lanciato recentemente da un gruppo di artisti e professionisti labronici con il supporto e sostegno del Comune di Livorno e la collaborazione di altri soggetti privati ovvero Il Parterre.

Promosso efficacemente durante tutta l'ultima edizione di Effetto Venezia, il progetto Parterre si propone nell'ottica di riqualificare un importante spazio verde di grande spessore storico come l'ormai ex giardino zoologico di Viale Carducci (già oggetto dell'iniziativa “Parco inclusivo” promossa dai Camminatori Folli) di realizzare un parco urbano di arte contemporanea. Per dare struttura e corpo a questo progetto è nata un'associazione ad hoc è stato realizzato un logo ed un apposito sito (oltre naturalmente ai social). Una associazione alla quale partecipano e collaborano diverse competenze e professionalità:  dagli artisti ai grafici, dai fotografi agli addetti stampa. Per farci raccontare meglio il progetto ci siamo così relazionati con il presidente dell'associazione Valerio Michelucci e con la responsabile della comunicazione Virginia Tonfoni.

senzasosteparterreChe cos'è Il Parterre?

È un progetto che nasce dalla convinzione che l’arte possieda un ruolo rilevante e generi effetti virtuosi nelle dinamiche sociali, economiche, e ovviamente culturali di una città. Attorno a questa idea di creare arte per farla abitare nella città sono stati invitati tutti coloro che, di riconosciuto livello, per nascita o per scelta operano nel campo dell’arte a Livorno.

Quando nasce il progetto?
A cavallo dell’estate 2014. Il primo incontro/sopralluogo con gli artisti è avvenuto il 13 novembre, la conferenza stampa di presentazione alla città si è tenuta il 27 luglio scorso.

Con quali orizzonti ed obiettivi?
Come detto l'obiettivo è la creazione del primo parco urbano di arte contemporanea in Italia attraverso la riqualificazione di uno spazio verde cittadino. Il progetto prende le mosse dall’intenzione condivisa di operare un intervento artistico in e per uno spazio pubblico, dove le opere d’arte siano conseguenti al genius loci, ovvero si confrontino con la specificità dello spazio. La fase di ricerca del luogo ha condotto alla scelta del Parco Pubblico “Sandro Pertini”, che come noto fu uno dei primi giardini pubblici in Europa, progettato dall’architetto Pasquale Poccianti tra il 1830 e il 1854. Le opere che vi saranno installate, creature più o meno fantastiche, diverranno i nuovi abitanti del giardino trasformato in un bestiario visitabile e narrativo, gratuito e aperto a tutti, attraente per i turisti e attento ai bambini, per i quali saranno pensati percorsi didattici. Uno spazio abitato da animali letterari sparsi nel verde, dove vivere un’esperienza di relax e di apprendimento attivo nel verde. La “originalità” di questo progetto sta quindi proprio nella sua matrice ludica e letteraria

Quali sono state e quali sono le difficoltà? Come s'è comportata e come si sta comportando la nuova amministrazione rispetto alla vostra proposta?
A parte quella di coordinare 30 artisti, che è comunque uno degli aspetti più stimolanti del progetto, al momento nessuna. L'amministrazione offrirà completa disponibilità per l'utilizzo del parco, ma per adesso non ha confermato alcuna possibilità di finanziamento, anche parziale, del progetto. Siamo comunque molto contenti delle reazioni dell'assessore Fasulo (Cultura) e Aurigi (Urbanistica), così come dell'entusiasmo del Sindaco Nogarin, che è venuto a trovarci anche nello spazio allestito durante Effetto Venezia a Palazzo Huigens, “Bestie di Palazzo” e si è impegnato verbalmente a cercare sponsor privati.


Tira un'aria nuova a Livorno oppure le possibilità ci sono sempre state?
Non sapremmo dire se tira un'aria nuova. Le possibilità si creano, in linea di massima, specialmente quando si parla di arte e soprattutto quando si tratta di offrirla al di fuori dei consueti spazi di fruizione. Il nostro è un progetto con una certa trasversalità e ad oggi sembra ricevere la meritata attenzione.

Quante persone sono coinvolte?
L'associazione di base è composta da 6 persone, 3 di loro sono tra i 33 artisti contattati per presentare un progetto per il parco. Poi ci sono 3 fotografi, e dei partners, come Itinera, Ari (Associazione Radioamatori Italiani), Aarc-Architetti Livorno, il Nuovo Teatro delle Commedie, che ci ha prestato i suoi spazi per le nostre riunioni, e Villa Trossi Uberti e Schubert che hanno messo a disposizione i torchi per stampare le acqueforti.

presentazione-progetto-chiara-vitellozziParlateci del progetto di raccolta fondi.
Il progetto è un vero e proprio dono alla città, ma per la sua realizzazione stimiamo che serviranno almeno 70.000 euro. Raccoglieremo fondi come abbiamo fatto in occasione di Effetto Venezia, con il giro in battello offerto dalla cooperativa Itinera, che verrà ripetuto durante le domeniche di settembre, la vendita di t-shirt e vetrini di Blu Cammello, disegnati dagli stessi artisti, così come delle acqueforti preparate e stampate da alcuni degli artisti. Abbiamo in mente degli eventi speciali lungo l'anno scarso che ci separa dall'apertura, che serviranno per far conoscere il nostro progetto anche sotto una prospettiva di continuità storico artistica del parco. Non scartiamo l'ipotesi di un crowdfunding, ma aspettiamo di vedere i risultati delle prossime campagne fondi. Saremo, per prima cosa, presenti il 5 e il 6 settembre alla festa del Distretto d'Economia Solidale alla Rotonda d'Ardenza, con le stampe, le t-shirt e le creazioni in vetro di Blu Cammello.

Com'è andata ad Effetto Venezia?
Molto bene: già la prima sera, quando abbiamo presentato il progetto nel chiostro di Palazzo Huigens, c'era molta gente. In 5 serate abbiamo avuto il tutto esaurito su 10 tour del battello Gigi balla, abbiamo venduto quasi 200 t-shirt, la metà dei cofanetti con le acqueforti originali e alcuni vetrini. Siamo molto contenti della risposta ottenuta.

Veniamo all'inaugurazione, quando è prevista?
Per la prossima estate.

 

a cura di Lucio Baoprati

Pubblicato sul numero 107 (settembre 2015) dell'edizione cartacea di Senza Soste

 

Info: ilparterre.org

 


 

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