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Licaoni come noi. Intervista con il collettivo labronico da anni attivo nella produzione video indipendente

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LicaoniLaBrunaPremiati recentemente con l'Efebo d'oro alla 37esima edizione del Premio internazionale di cinema e Narrativa (nato Agrigento ed ora con sede a Palermo), nella sezione Televisione e nuovi linguaggi, i Licaoni si sono affermati in questi anni come una delle migliori realtà professionali indipendenti nate a Livorno. Per farci raccontare genesi e sviluppo del gruppo abbiamo intervistato Alessandro Izzo e Francesca Detti.

Partiamo dall'inizio..

I Licaoni nascono nel 1999, in origine un collettivo al cui interno confluirono diverse anime: teatro, fumetto e cinema, ma ben presto il cinema prese il sopravvento. Tra i fondatori del gruppo tanti ex studenti del Liceo Enriques (che proprio durante le superiori si erano avvicinati alla recitazione ) capitanati da Andrea Gambuzza e Guglielmo Favilla, che assieme a Alessandro Izzo (formazione fumettistica) misero in piedi il primo gruppo. Subito ci furono alcuni spettacoli teatrali, ma contestualmente si iniziò la realizzazione di alcuni cortometraggi nonché del primo lungometraggio, "Mandorle": opera giovanile interamente autoprodotta realizzato con una povertà di mezzi commovente, ma con un carico di energia e di ingenua ambizione da farci proseguire. Per la realizzazione di N.A.N.O – secondo lungometraggio – entrò a far parte del collettivo anche Francesca Detti in qualità di co-sceneggiatrice, costituimmo un'associazione culturale e proseguimmo decisi l'attività. Si avvicinarono nuove persone, tutti giovani e tutti accomunati dalla passione per il videomaking, finendo così col coprire i ruoli necessari per la realizzazione di un prodotto video – dai costumi alla fonica alla post-produzione – facendo formazione e gettando le basi, per molti di noi, di quello che sarebbe stato il nostro lavoro "da grandi". Con gli anni la natura di collettivo si è modificata. Alcuni hanno proseguito l'attività artistica. Guglielmo Favilla vive a Roma e lavora come attore, Andrea Gambuzza ha recentemente aperto assieme a Ilaria Di Luca il Teatro della Brigata. Altri hanno intrapreso carriere professionali differenti. Noi due decidemmo di "fare da grandi" i Licaoni, costituendo una società e proseguendo l'attività di videoproduzione.

LicaonifotoLamiLicaoni: teatro, musica, ma soprattutto cinema e video.

Abbiamo fatto spettacoli teatrali, anche teatral-musicali – mettendo in piedi una surreale rock band, i Carlino's way – e scritto un paio di fumetti (Tales from Baule e Elba – La maledizione di Nerina). Ma certamente l'attività principale se non unica è il video orientato alla narrazione cinematografica, esercitata soprattutto nella dimensione del web. Ci avvicinammo alla rete quando, alla conclusione del nostro terzo lungometraggio "Kiss me Lorena", ci trovammo di fronte al muro invalicabile della distribuzione tradizionale. Piuttosto che chiudere il film in un cassetto, decidemmo di distribuirlo con licenza Creative Commons, diventando così il primo film italiano a essere distribuito in rete. Era il 2005 e l'iniziativa ebbe una certa eco. Da allora abbiamo continuato a lavorare sul web, aprendo un canale YouTube totalmente dedicato al Cinema sul quale abbiamo caricato cortometraggi, film, webserie, rubriche di making e le famose recensioni di Federico Frusciante (che adesso ha un canale tutto suo, che vi consigliamo). Tra gli ultimissimi lavori siamo molto contenti di "Elba", mediometraggio di genere fantastico nato come progetto di promozione territoriale, ma realizzato con assoluta carta bianca. La soddisfazione maggiore, quando facciamo produzioni di questo tipo, più ambiziose e dal taglio cinematografico, è poter chiamare a raccolta i collaboratori di una vita, che hanno iniziato con noi diventando a loro volta professionisti nel proprio settore. "Elba" ha recentemente vinto l'Efebo d'Oro e ne siamo davvero felici perché rende merito a un lavoro di squadra in cui crediamo. Persone con le quali siamo cresciute assieme, umanamente e professionalmente. Dal 1999 a oggi, sono 17 anni di onorata (o ostinata) attività.

Nel 2009 nell'allora Kino-Dessé avete festeggiato il vostro decennale

Dispiace avviarsi al ventennale non potendo bissare l'evento nello stesso posto. Quando iniziammo, a Livorno c'era un sottobosco molto attivo di giovani filmmakers. L'attuale assessore Rino Fasulo al tempo era un punto di riferimento per tutti noi, incarnando lui stesso la precedente generazione di videomaker. Anche per questo scegliemmo il Kino come luogo di festeggiamento. Serata bellissima, piena di amici e collaboratori, che ci ha restituito la sensazione che i Licaoni, più che un team definito, sia un'idea in grado di contagiare e coivolgere soggetti che si trovano sulla stessa lunghezza d'onda.

Nel frattempo il Kino-Dessé è chiuso..

Ora come ora siamo parecchio identificati come quelli che fanno "Cinema sul web", ma è innegabile che tutto il nostro amore per questo lavoro nasca dal Cinema visto e vissuto al buio di una sala, con il bracciolo condiviso con uno sconosciuto (purché non parli durante la proiezione e non si alzi ai titoli di coda, pena gli anatemi). Quando l'Odeon fu trasformato in quello scempio che è adesso, per noi fu un colpo al cuore. Lì proiettammo N.A.N.O. (serata emozionante con oltre mille spettatori) e poi Kiss me Lorena, pochi giorni prima che lo abbattessero. Il Kino ha rappresentato un ultimo baluardo di un certo modo di vivere quest'arte. La città è cambiata e anche quel movimento di giovani videomaker pare affievolito. O forse siamo solo noi che stiamo invecchiando male. Il periodo è difficile, economicamente e culturalmente, ma sarebbe ingiusto tacciare la città in toto di immobilismo e abbrutimento. C'è chi continua a lavorare bene.

Fare cinema con poche risorse

Con gli anni ci siamo, nostro malgrado, specializzati nella produzione low budget (o no-budget). Come tutti i videomaker indipendenti, del resto. L'avvento del digitale ha attuato effettivamente una piccola rivoluzione, consentendo un accesso ai mezzi produttivi più ampio di quanto non accadesse nell'era della pellicola. Abbiamo sempre cercato di stare al passo con i progressi che la tecnologia offriva, sia per la fase di riprese che per la post-produzione, affinando al contempo l'arte di arrangiarsi (dalla creazione di luci "fai-da-te" ai carrelli della spesa per sperimentare le prime "carrellate"). Anche adesso, che siamo un po' più attrezzati, fondamentalmente cerchiamo di sopperire con la creatività ai limiti economici, per quanto possibile. E, forse ci ripetiamo, avere una troupe compentente e coesa, con i diversi settori che cooperano l'un l'altro, aiuta. Personalmente non abbiamo esperienza di set "ufficiali" e il nostro viene considerato un po' atipico, perché talvolta i ruoli si fondono in un'armoniosa anarchia di cui andiamo tutto sommato fieri. Il fatto di realizzare la maggior parte delle nostre produzioni qui, a Livorno, aiuta. Vivere in una città un po' al margine può sembrare uno svantaggio, ma può essere una risorsa.

LicaoniproductionLivorno in video tra autonarrazione e promozione

Nei nostri lavori c'è poca Livorno, ma allo stesso tempo è fortemente presente. Non abbiamo mai fatto video che raccontassero direttamente la città, ma è un'occulta presenza, è inevitabile. Anni fa valutammo l'idea di trasferirci altrove, alla fine ci siamo detti che questo può essere un bellissimo lavoro, ma solo se fatto alle nostre condizioni, fuori da determinati contesti e schemi produttivi. E siamo rimasti. Con le difficoltà che ne derivano, certamente, ma Livorno è una città che in termini di location e di capacità professionali offre davvero tanto. Si trovano eccellenze in ogni settore. Livorno poi ha un'identità fortissima e ruvida, molto meno comica e ridanciana di quanto possa apparire superficialmente. Alcuni cantautori nostrani sono riusciti a cogliere bene questo aspetto.

La rete come risorsa

Il concetto di rete in generale è anch'esso alla base delle modalità produttive a basso budget. In un periodo pre-web la rete per noi era quella del circuito dei festival, iniziative di cinefili e di autori indipendenti sparse per tutta Italia che si trasformavano sempre in occasione di incontro e di formazione. Abbiamo stretto amicizie e iniziato collaborazioni che, nel campo delle auto-produzioni si rivelano utilissime per lo scambio di competenze e di aiuti. Il web, per noi, ha amplificato ancora di più queste possibilità. Anche a livello formativo è incredibile la mole di spunti e di soluzioni che il web può offrire. Il concetto di open content e di know how condiviso è la ricchezza principale, forse, che la rete può dare.

Progetti ed aspettative?

Al momento l'urgenza principale è quella di tornare alle origini. Con il percorso che abbiamo fatto ci siamo allontanati dal lungometraggio, sperimentando i format e i tempi di narrazione del web. Tutto più stretto e più serrato. Vorremmo riconfrontarci con un lungometraggio. La nostra aspettativa di vita è dunque molto bassa, perché non avendo più l'età e le energie questa volta ci resteremo sotto.
 
Ringraziando Alessandro e Francesca per la loro disponibilità e complimentandoci per la loro bravura ed intelligenza vogliamo chiudere questa pagina omaggiando I Licaoni con un commento speciale di Federico Frusciante:
Per me i Licaoni sono stati una scoperta sia "cinematografica" (dai tempi di Mandorle) che personale per la loro simpatia e competenza nell'ambito del cinema. Abbiamo collaborato per anni e devo a loro se adesso ho un minimo di soddisfazione quando dico le mie cazzate in rete o quando mi chiamano per festival, interviste ed altre cosette in giro per l'Italia. In particolare con Izzo, il Favilla e la Detti poi il legame è stato subito forte ed anche se da un po' non collaboriamo piu', diciamo cosi', "artisticamente", mi sento sempre un Licaone onorario anche se di fatto non lo sono mai stato. Che dire di piu? Spero che il futuro gli riservi delle grandi soddisfazioni, come per Elba ed Alice e che riescano finalmente ad avere un bella produzione, magari per un bell'horror comico alla Landis. E chiaro, se mai avessero voglia di tornare a collaborare io li aspetto a braccine aperte!
 

a cura di Lucio Baoprati

Versione estesa dell'intervista pubblicata sul numero 112 (febbraio 2016) dell'edizione cartacea di Senza Soste

 

Info:

Canale Licaoni

Pagina Licaoni Giovani


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