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Nuovo Teatro delle Commedie: sempre, molto di più

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2 dscf6150redcircle ridLo scorso venerdì 30 settembre con una serata dedicata al teatro, alla musica e alle arti visive è stata presentata la stagione 2016/2017 del Nuovo Teatro delle Commedie, una stagione ricca di proposte di qualità che presenta "un progetto culturale in senso ampio all'interno del quale interagiscono campi ed attività rivolti tanto agli spettatori quanto agli artisti". Dopo l'intervista a Toto Barbato in occasione della riapertura stagionale del The Cage Theatre siamo andati ad ascoltare anche gli amici ed amiche del NTC e ci siamo confrontati in particolare con il Direttore Artistico Francesco Cortoni e la responsabile della comunicazione Valeria Giuliani.

Anche per il NTC comincia una nuova stagione..

Si la stagione è iniziata lo scorso 30 settembre con una grande festa che ha anticipato un po' quello che succederà qui nel corso della stagioni. La serata infatti ha visto nella prima parte alternarsi sul palco comicità e teatro di autore contornato da cibo e convivialità per poi lasciare spazio al Countdown party con 4 dj che hanno animato la festa fino a tarda notte! E' andata benissimo, siamo stati contenti di vedere passare durante la serata diversi pubblici che hanno mangiato, riso e ballato con noi.

Eventi di rilievo da segnalare?

Tutti! Da quando gestiamo il teatro abbiamo cercato di pensare più ad una proposta culturale unitaria e coerente che a singoli eventi. Il nostro obiettivo sin dall'inizio è stato quello di creare uno spazio ibrido e polifunzionale, aperto alla creatività e alla convivialità, dove l'incontro e la partecipazione fossero al centro delle proposte. Le stagioni infatti sono molteplici da quelle che guardano i nuovi linguaggi della scena contemporanea, al teatro ragazzi, al teatro comico d'autore alla musica indy e classica, alla visione di rassegne cinematografiche all'ospitalità di feste ed eventi.
Naturalmente non rinunciamo anche a fare nomi prestigiosi, quest'anno dopo tre anni di attività apriremo la stagione del comico d'autore con Sabina Guzzanti con il suo ultimo spettacolo “Come ne Venimmo Fuori“, che faremo in collaborazione con mo-wan teatro all'interno del teatro Teatro Goldoni. Inoltre quest'anno avremo importanti compagnie nazionali anche per la stagione di Teatro Ragazzi come la Societas (Ex Raffaello Sanzio Societas) Il teatro delle Briciole e il Teatro del Carretto , che si uniscono alle nostre produzioni, Pinocchio, Hansel e Gretel e Cenerentola.
Sono anche confermati i nostri festival, lo scorso fine settimana si è conclusa la seconda edizione dello Sharing Lab, il festival dei laboratori, a novembre ci sarà il Little Bit – festival sui linguaggi contemporanei e chiuderemo con il FI PI LI Horror festival organizzato dal Teatro della Cipolla nella seconda parte dell'anno. Non mancheranno gli appuntamenti musicali che si apriranno con I RONIN, storico gruppo rock italiano. Ospiteremo poi, in collaborazione con il 360Music Factory diverse band del territorio che hanno vinto il bando regionale Toscana 100 Band.
Pilar Ternera inoltre affianca al lavoro di ospitalità quello di produzione dei propri spettacoli. Quest'anno dopo aver lavorato a lungo sui classici, sia per ragazzi che per adulti, si è deciso di guardare alla nuova drammaturgia contemporanea europea scegliendo, all'interno di quanto proposto dal progetto europeo Fabulamundi, due giovani autori da tradurre e mettere in scena per il trienni 2016 – 2018. Partner di questo progetto è l'Università di Pisa – Facoltà di Lingue e Letterature Straniere che con i ragazzi dei laboratori di traduzione, seguirà la traduzione e la messa in scena dei due testi scelti.

santomauroValutazione delle ultime vostre stagioni di gestione?

Noi siamo entrati nella gestione del NTC nel 2013, siamo partiti investendo soldi nostri (quindi pochi) e con quelli raccolti con la campagna di “crowdfunding“ Io Sostengo il NTC”, che serviva a far affezionare la città al teatro.
In questi 3 anni e mezzo il progetto è cresciuto e lo spazio è diventato punto di riferimento di diverse realtà cittadine e si è aperto ad esperienze e collaborazioni regionali e nazionali. Sin dalla nostra riapertura abbiamo allacciato rapporti con il Teatro Goldoni, che si sono consolidati con la nuova direzione, e con l'Istituto Musicale Mascagni, e successivamente siamo riusciti, in sincronia con il Goldoni a portare dopo anni a Livorno la Fondazione Toscana Spettacolo con Teatri di Confine, rassegna sul contemporaneo che ha portato nomi come Babilonia Teatro, La Compagnia della Fortezza, Virgilio Sieni per dirne alcuni.
Inoltre collaboriamo con Pontedera Teatro teatro nazionale e con la Fondazione Sipario Cascina Onlus. Insomma ci muoviamo affinchè questo spazio cresca di anno in anno e porti in città nuovi sguardi e nuove suggestioni.
Se infine si fa una valutazione di pubblico c'è da dire che negli anni anche questo è in crescita, grazie ad un lavoro capillare sul territorio siamo riusciti a creare uno zoccolo di affezionati che cresce e una rete di soggetti associativi, privati e singoli cittadini che ci sostengono in vari modi, a riconoscimento del nostro lavoro. Peccato che lo stesso tipo di riconoscimento tardi ad arrivare in maniera concreta dalle istituzioni.

Quanto è difficile gestire uno spazio come questo e come e dove trovate le risorse e le energie?

Tanto. E' difficile perchè appunto non riceviamo finanziamenti per cui tutto grava sulle nostre spalle, ad oggi per esempio siamo a meno 8000 euro in banca perchè abbiamo dovuto chiedere anticipi su pagamenti pubblici, che poi arriveranno, per poter riallestire il teatro per la nuova stagione.
Questo posto costa, sia di affitto, che nonostante le ripetute richieste e l'importante progetto di promozione culturale cittadina che portiamo avanti non siamo mai riusciti a far quantomeno abbassare per compensare le spese di ammodernamento sostenute, che di personale. Qui ad ora lavorano, con contratto a tempo indeterminato 6 persone, tutte under 40 e tutti professionisti qualificati, a cui si aggiungono poi gli attori della compagnia e i formatori, il personale del bar, lo studio di registrazione, una quindicina di persone in tutto che con questo lavoro ci mangiano.
Le risorse escono principalmente dalle attività del teatro. Sin dall'inizio la formazione è stato lo la fonte principale, almeno dal punto di vista economico della nostra attività. Insieme ai laboratori teatrali di base da noi realizzati che abbracciano allievi dai 3 ai 99 anni, quest'anno si sono aggiunti percorsi professionalizzanti di teatro e di danza. Per potersi sostenere dunque questo spazio ha bisogno di essere sempre in movimento e in cambiamento cercando di mettere su attività che avvicinino e creino nuovi pubblici.
Le risorse le troviamo anche però anche in una fitta rete di collaborazioni con realtà e professionisti del territorio, sia del settore che non con cui collaboriamo per la realizzazione di diverse attività, dalla formazione appunto ad altri eventi non proprio teatrali come per esempio la Messicana – incontri di kick boxing a teatro e le feste rivolte ai giovani. Noi nella rete ci abbiamo sempre creduto tanto, solo così pensiamo sia possibile sopravvivere, per questo sin dall'inizio della nostra gestione abbiamo sempre pensato questo spazio come un luogo aperto che si facesse fulcro di una comunità culturale.
NTC 2016 2017 A4Le energie arrivano principalmente dalla passione per questo lavoro e dalla convinzione che l'ambito in cui operiamo, oltre ad essere fondamentale per la costruzione di una società migliore, sia un settore che può portare a questa città occupazione, specialmente per le giovani generazioni e crescita economica per il territorio.

Il percorso di riapertura del NTC corre parallelo con quello del teatro Mascagni dove si è consolidato il The Cage Theatre. In occasione della riapertura abbiamo intervistato Toto Barbato.. che ne pensate delle risposte che ha dato sulla situazione generale di Livorno?

Si abbiamo letto l'intervista di Toto e ne condividiamo in generale il punto di vista. Ad oggi obiettivamente tutte le risorse per la cultura vengono rivolte al teatro Goldoni,e in misura minore al ISM Mascagni e al Museo Fattori, lasciando il resto del settore culturale con pochi spiccioli o addirittura niente. Questo è un problema! Nonostante adesso il Teatro Goldoni abbia un nuovo direttore con un progetto serio e aperto alla città non basta quello che realmente serve sono investimenti e finanziamenti e il Goldoni non è un ente erogatore per cui oltre di un certo punto non può andare. Capiamo che il Comune non può venir meno al finanziamento del teatro cittadino, ma ci vuole un progetto politico e culturale che porti e favorisca gli investimenti culturali a Livorno. Ma sembra che questo non sia tra le priorità di questa amministrazione, come sicuramente non lo era della precedente.
Dal sito del comune recentemente abbiamo per esempio appreso in linea di massima i contenuti del progetto che l'amministrazione comunale ha presentato al Bando sulle periferie e città metropolitane, 18 milioni di euro a progetto messi a disposizione dal ministero, e siamo rimastiabbastanza delusi dal fatto che alla cultura sia stato riservato un ruolo di contorno, quando poteva essere l'occasione di pensare con i soggetti e i professionisti del settore un progetto per creare quelle infrastrutture culturali e turistiche che avrebbero potuto portare opportunità di lavoro e di crescita.
Perchè noi sappiamo benissimo che è finita l'era del finanziamento pubblico, anzi per noi non è mai arrivata e quindi siamo imprenditori culturali e quello che chiediamo alle istituzioni non sono certo finanziamenti a pioggia ma che ci mettano in condizioni di lavorare e di creare ricchezza. Perchè portare cultura è portare ricchezza.
Per fare questo ci vuole coraggio da parte dell'amministrazione di fare delle scelte e tutelare chi lavora seriamente e professionalmente sul territorio, evitando di mettere tutti allo stesso piano come avviene in situazioni come i tavoli tematici che tanto piacciono a questa amministrazione, ma che non portano mai a risultati concreti.
Altra cosa che non comprendiamo sono le scelte di progettualità culturale che non guardano al quotidiano e ad un arricchimento del territorio giorno per giorno, ma che privilegiano grandi eventi che una volta passati lasciano con la sensazione che la festa sia finita e che per il resto degli altri giorni non ci sia più niente, come se la cultura fosse da viversi solo per tre giorni l'anno. Si pensi al Festival dell'Umorismo che è bene che ci sia ma che sarebbe meglio inserito in una città che viva e faccia cultura tutto l'anno.
 
a cura di Lucio Baoprati
 
 
Info: nuovoteatrodellecommedie.it
 
 
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